CASERTA (O.S.) – Nel prendere in considerazione il piano di riequilibrio approvato dall’amministrazione comunale di Caserta, la sezione di Controllo della Corte dei Conti non può non cominciare dal riepilogo delle vicissitudini finanziarie dell’Ente, particolarmente disastrate. L’apertura del dissesto, nell’ottobre 2011, aveva permesso di accertare una massa passiva di 135 milioni di euro dovuti, dalle casse comunali, a 2192 creditori. Non si può, per i magistrati, non ripartire dai numeri e, per questo motivo, nella interlocuzione con l’amministrazione comunale è stata innanzitutto richiesto un riepilogo aggiornato della situazione finanziaria dell’Ente. La risposta, elaborata presumibilmente dagli uffici finanziari coordinati da Girolamo Santonastaso, Franco Biondi e dall’assessore Federico Pica, è puntualmente arrivata alla sezione di controllo. Peccato che nel comporre le tabelle spedite alla Corte dei Conti abbiano utilizzato criteri differenti. “Si rileva che le tabelle trasmesse – scrivono i magistrati – non sono comparabili, in quanto la rilevazione della massa attiva è stata effettuata per cassa mentre quella afferente la massa passiva è avvenuta per competenza”. Ma non solo questo visto che la sezione di controllo specifica che il contenzioso tuttora pendente a carico della commissione di liquidazione guidata dal Prefetto Roberto Aragno, chiamata a gestire il dissesto, per il periodo 2005-2017 è pari a oltre 198 milioni di euro. Senza considerare che, nell’accantonare somme per la commissione, l’amministrazione comunale negli anni scorsi è riuscita a versare in maniera errata 2 milioni di euro, poi restituiti sui conti correnti del Comune ma ancora da riversare sulle casse dell’Osl.

 

QUI SOTTO LE PRIME TABELLE CON I DATI RELATIVI ALLA COMMISSIONE STRAORDINARIA DI LIQUIDAZIONE