Caserta. (red. pol.). E’ facile immaginare che, in vista delle elezioni politiche previste per la prossima primavera, all’interno dei partiti non si stia vivendo una fase di tranquillità. Questo è il periodo più proficuo per il gioco preferito dai politici casertani: quello delle bacchette e delle controbacchette. Notizie verosimili inondano siti on line e giornali cartacei su iniziativa degli stessi diretti interessati. Sic stantibus rebus, non sorprende il fatto che a una classe dirigente chiacchierona facciano seguito risultati amministrativi, o di governo, deludenti.

Volendo mettere da parte le chiacchiere ‘a vagante’ cominciamo a seguire come si stanno orientando le forze politiche sul territorio in vista della doppia sfida proporzionale-maggioritario. In Forza Italia serpeggiano le maggiori paure. L’unica certezza degli azzurri è Carlo Sarro, blindato nel listino per il Senato dal coordinatore regionale Domenico De Siano anche per volontà di Luigi Cesaro, ex presidente della provincia di Napoli.

L’unica paura dei forzisti, invece, è il fattore D. D come donna. Due sono le donne, in particolare, che fanno ‘paura’ agli aspiranti onorevoli: la prima è l’ex ministra beneventana Nunzia De Girolamo che, tornata in Forza Italia, sarebbe già stata avvisata da Berlusconi che guiderà il listino bloccato nel Sannio. Questo significa che un’altra donna, la moglie dell’ex ministro e sindaco di Benevento Clemente Mastella, Sandra Lonardo, potrebbe essere inserita nel listino da un seggio e mezzo condiviso tra le due province e che passa per la raccolta dei voti nell’alto Casertano.

Una possibilità che spaventa quelli che guardavano, alla zona di Piedimonte Matese e circondario, come vero e proprio rifugio di ‘guerra’. Con la migrazione della Mastella, infatti, potrebbero essere costretti ad accordarsi i nomi che pure aspirano alla candidatura ovvero quelli di Giovanni Schiappa, ex sindaco di Mondragone, Carmine Antropoli, ex sindaco di Capua già candidato alla Camera nel 2013, e quello del vicecoordinatore regionale Massimo Grimaldi.

Il pericolo, per tutti, è quello di finire nella competizione del collegio uninominale tra Capua e il litorale domitio dove dovrebbero vedersela con una ‘macchina da guerra’ delle preferenze come quella che ha dimostrato di avere il consigliere regionale democratico Gennaro Oliviero.

Non retrocedono, nel centrodestra, le ambizioni elettorali del presidente della Provincia Giorgio Magliocca e quelle del leader di Fratelli d’Italia Gimmy Cangiano. Per loro il problema potrebbe non essere la candidatura ma la raccolta delle preferenze se i partiti decideranno di schierarli nei collegi uninominali.

Ultimo pensiero su Gianpiero Zinzi. Il consigliere regionale, primo eletto della provincia di Caserta in Forza Italia, non è certamente uno stupido. Ha fatto le scuole alte della vecchia Dc di papà Domenico e dunque va da sé che non accetterà mai di candidarsi se non avrà il posto bloccato al proporzionale e l’elezione sicura. Anche per lui il pericolo è donna anche se assume le sembianze dell’ex ministro Mara Carfagna intenzionata a fare la capolista in tutte le circoscrizioni camerali campane.