VERSO LE ELEZIONI. Le spine di Carlo Marino, assediato sul digestore, e la morte del Pd: ecco come, votando Corvino e Fabrocile, i dem casertani si vendicheranno di Velardi

VERSO LE ELEZIONI. Le spine di Carlo Marino, assediato sul digestore, e la morte del Pd: ecco come, votando Corvino e Fabrocile, i dem casertani si vendicheranno di Velardi
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Caserta. Chi ha seguito gli ultimi due anni la politica del Pd del capoluogo non può certo sorprendersi nel prendere atto che non è stato in grado di esprimere una personalità nel collegio uninominale dove ha stravinto Antonello Velardi che ha sostenuto, non poco, la sua vice Angela Letizia. Una decisione che aumenterà il malcontento di un partito già a pezzi, al di là dei proclami di facciata.

Errati erano i calcoli i quanti credevano che il sindaco di Caserta, Carlo Marino, si facesse sponsor di qualcuno in prima persona. Anche se avesse voluto, Marino non si sarebbe potuto esporre. Contro Velardi non può, visto che il sindaco di Marcianise tiene silenziato l’Ato rifiuti e ha consentito al primo cittadino di realizzare un digestore a 800 metri dalla Reggia (impianto contestato dallo stesso Marino quando fu Del Gaudio a volerlo realizzare). A favore di chi, poi, Marino si sarebbe dovuto esporre? Il vuoto cosmico creato dalla gestione Mirabelli ha tracciato il solco su cui sono nate sia le candidature di De Luca Junior a Santa Maria Capua Vetere, sia quella della Letizia a Caserta.

C’è, però, chi tenta di approfittare di questa debolezza del partito democratico del capoluogo. Liberi e Uguali piazzerà, in tandem nel collegio di Caserta, Carlo Corvino, primo del listino proporzionale, e Antonello Fabrocile, collegio uninominale. La candidatura di Corvino e Fabrocile capita a fagiolo per un Pd casertano allo sbando. Corvino ha portato i suoi voti a Carlo Marino e al centrosinistra alle comunali. Fabrocile, consigliere comunale di opposizione, è da 14 mesi impegnato in una lunga corrispondenza di amorosi sensi con la maggioranza di centrosinistra, come dimostrato dal voto sul parco urbano dei Tifatini nel consiglio comunale del 27 dicembre scorso, dove, per la prima volta, si è manifestata apertamente una rottura nelle posizioni del gruppo consiliare.

Fabrocile, se candidato, probabilmente lascerà il movimento civico aprendo un nuovo ventaglio di possibilità di movimento per i consiglieri ‘ballerini’ sempre pronti a partecipare alla nascita di nuovi gruppi consiliari di riposizionamento utili, dopo le politiche, a barattare posti di governo e ripescaggi miracolosi dei primi non eletti alle comunali. Il rimpasto, in fin dei conti, è ancora aperto. Questa è la politica, anche ai tempi delle elezioni politiche.

 

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