MONDRAGONE – (Massimiliano Ive) Il Falerno, un vino che in sé racchiude il sapore della tradizione e il divenire della storia, è tornato ad essere ieri sera il vero protagonista di un incontro culturale ed enogastronomico tenutosi presso l’ormai noto locale mondragonese St. Justin Irish Pub, ubicato in via Appia Antica e gestito da Mario Taglialatela.
Obiettivo della serata, non è stato tanto quello di promuovere un vino qualunque, ma di argomentare sulle qualità e sulle potenzialità del suddetto prodotto, del suo indotto, che ha tra le altre cose una connotazione territoriale e una storia ancora tutta da scoprire, così come ha evidenziato da Antonio Papa, gestore della cantina Gennaro Papa di Falciano del Massico. Peculiarità queste che richiamano anche alla definizione e alla programmazione di una prospettiva di rilancio dell’immagine territoriale, dei suoi prodotti, delle capacità imprenditoriali di ristoratori, di chef stellati, di gestori delle cantine, e di produttori di derrate alimentari.
Sullo sfondo della kermesse promossa e messa in piedi grazie all’impegno di Stefania Di Tella, che ha collaborato con Salvatore Landolfo noto sommelier del club Sigaro Toscano, la notizia dell’organizzazione del Falerno Fest a Falciano del Massico. Un evento, mediante la quale, il prossimo anno, così come ha ribadito il consigliere comunale Geppino De Santis presente in sala, vedrà l’amministrazione Fava impegnata ad aprire le porte a tutti i produttori di Falerno dei 5 territori ricadenti nell’Agro Falerno: Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Sessa Aurunca e Cellole.
Parola d’ordine superare il limite dei confini comunali e i campanilismi.
Nel mentre si discorreva di ciò con i rappresentanti e i gestori delle cantine presenti, è giunto in sala anche il sindaco di Mondragone, Virgilio Pacifico accompagnato dal vicesindaco Lavanga.
Nel frattempo sui tavolini numerati aventi la forma di una botte sono stati serviti e assaggiati i vini del Falerno del Massico rosso di Villa Matilde (Sessa Aurunca); di Conclave-Papa di Falciano del Massico; di Primo Fuoco – Collefasani di Mondragone/Sessa Aurunca; di 1880 Rosso – Bianchini Rossetti di Carinola; di Falerno del Massico Rosso di Masseria Felica (Sessa Aurunca) e contestualmente sono state fornite ai presenti notizie storiche, tenchine e organolettiche sugli stessi prodotti.
Una simbiosi perfetta tra storia, economia locale, tradizione…
Subito dopo questo “sinodo” sul Falerno, è toccato allo chef stellato Corrado Parisi convincere i palati dei partecipanti, i quali sono stati chiamati ad abbinare, sintetizzare e trovare il giusto e sano connubio tra le caratteristiche e le potenzialità dei vini serviti e i piatti elaborati contenenti i prodotti tipici del territorio. Sì, perchè al St. Justin Irish Pub di Mario Taglialatela si è voluto rilanciare modestamente un chiaro messaggio di promozione territoriale proveniente proprio dai privati, ripercorrendo lo schema mediatico di notissime trasmissioni TV quali Linea Verde…
Dunque tornando allo chef Parisi, ai vini dell’azienda Falernia e di quella Tenute Bianchino sono stati preparati e serviti ad arte: un tortino di ricotta con funghi porcini, liquirizia e aria al pepe; un risotto all’aglianico mantecato al taleggio e rosmarino, con briciole di salsiccia stagionata; una lombata di maiale casertano laccato al caffé cremoso di provolone Del Monaco e cime di rapa alla vaniglia ed infine pannacotta all’amaro Del Rosso. Un amaro quest’ultimo offerto ai partecipanti e di fabbricazione casertana (San Marco Evangelista), che miscela ben 14 erbe, delle quali sono percettibili la Genziana e l’Alloro.
L’iniziativa di ieri è solo la prima di una lunga serie tesa e rivolta alla valorizzazione del Falerno e del suo comparto vinicolo, portando all’auge della cronaca locale anche la questione della “Zonizzazione” del suddetto prodotto.