Caserta. La tratta degli esseri umani è gestita prevalentemente da organizzazioni straniere e ad oggi, quanto meno sulla base delle più recenti investigazioni, non vede l’inserimento di organizzazioni mafiose italiane; gli italiani coinvolti sono numerosi ma non in posizioni di vertice nell’organizzazione, anche se, nel corso degli anni, si e’ andata progressivamente rafforzando la collaborazione tra mafie straniere ed italiane, con precise caratteristiche: da un lato si e’ registrato uno scambio di servizi, dall’altro lato si e’ realizzata una gestione comune degli affari più lucrosi. E’ quanto si legge nella relazione su “mafie, migranti e tratta di esseri umani, nuove forme di schiavitù” approvata oggi dalla Commissione Antimafia e di cui e’ relatrice la deputata M5S Fabiana Dadone. “In cambio della tolleranza o di appoggi logistici le mafie nostrane – si legge nel documento – hanno ricevuto vantaggi relativi ad altro tipo di traffici illeciti all’estero. In questo contesto, le grandi organizzazioni mafiose straniere, le quali hanno investito parte delle risorse criminali precedentemente accumulate con il traffico delle armi, della droga e del contrabbando, hanno realizzato un network transnazionale in grado di agire in più Paesi e di spostare persone”. Nella relazione si afferma poi che risultano accertati collegamenti, se pur episodici, tra la mafia nigeriana e la camorra campana, in particolare nella provincia di Caserta. “Le prostitute ed i loro protettori costituiscono, molto spesso, delle vere e proprie vedette della camorra; i clan nigeriani pagano il pizzo alla camorra per l’utilizzo del suolo sul quale le ragazze esercitano la prostituzione; nonche’ rapporti tra la criminalita’ italiana e la mafia cinese, solo negli ultimi anni si sono avuti casi di gruppi criminali misti, composti cioe’ da cinesi e italiani, dediti oltre che a estorsioni e rapine anche a sequestri lampo per lo piu’ di cittadini cinesi per costringerli a pagare i debiti assunti per essere introdotti clandestinamente in Italia”. Infine, recenti riscontri investigativi attestano l’interesse delle mafie italiane nella gestione del business dell’accoglienza, nella gestione dei centri.