VILLA DI BRIANO (Raffaele Settimo) – Nel tardo pomeriggio di ieri, un giovane del posto, avrebbe accusato un malore improvviso. Erano da poco passate le 18, quando dalla propria abitazione sita in via Giuseppe Ungaretti, da parte di un familiare è scattata la prima richiesta di aiuto alla centrale operativa del 118. Il quarantatreenne in pochi secondi si accascia al suolo, sembra perdere per attimi conoscenza, il volto pallido e il battito che sembra essere sempre più lento, sin dai primi attimi lasciano intendere alla vista dei presenti che non si trattasse di un banale malore.

Le condizioni del 43enne sono da subito critiche, tant’è che l’ambulanza che sarebbe dovuta arrivare sul posto dall’unità operativa di San Cipriano d’Aversa in quell’attimo di vita, nel percorso di una manciata di chilometri, è sembrata all’occhio e alla mente dei presenti averci impiegato un eternità rispetto a quel fulmine scoccato così ferocemente finito per spazzare via una giovane vita, manco fosse stata una fiammella che si spegnesse al soffio del vento. Sono stati attimi terribili, istanti di secondo infiniti, panico e sgomento.

Oltre all’ambulanza del 118 a distanza di minuti, a giungere in via Ungaretti in soccorso del giovane sono sovraggiunte pure diverse volanti della polizia di stato del commissariato di Aversa. Ma purtroppo per i soccorritori, ogni tentativo di rianimare il ragazzo è risultato vano. Il buon cuore di Vittorio Pellegrino aveva smesso di battere.

Vittorio quel ragazzo semplice e riservato che lungo tutto il suo percorso di vita per tanti, forse troppi era risultato come un invisibile aveva cessato il proprio viaggio in questa vita terrena. Il crudele destino aveva scelto per Vittorio, ragazzo solitario, umile e riservato che dal pomeriggio di oggi, questo venisse ricordato perché avrà 43anni per sempre.

Una notizia che in pochi secondi spazia da una parte all’altra del paese. Vittorio Pellegrino era uno dei tanti invisibili di un sistema paese che uno avrebbe potuto incontrare passeggiare a piedi o in bicicletta per le strade di periferia del paese. Uno di quelli che forse per una questione emotiva personale, negli ultimi anni, nonostante i propri limiti, dedicava buona parte della propria giornata nel cercare di alleviare le sofferenze del padre Giuseppe che per seri problemi fisici viene costretto a condurre la propria battaglia esistenziale tra le mura domestiche.