RUVIANO (Giuseppe Russo). Dell’italico vizietto delle “corna”, vissuto sempre in modo gioioso nei mitici film con la Edwige Fenech, Lino Banfi, Alvaro Vitali, Carmen Russo, Renzo Montagnani e tanti altri simpaticissimi attori, dopo anni di lotta femminile è rimasto sostanzialmente solo il giusto concetto di divisione tra pari, tra coniugi che, per un tradimento, abbandonano un percorso di vita comune iniziato tra cerimonie fastose, figli appena nati e beni materiali acquistati. E se ancora oggi i tribunali sono affollati per questioni legate, appunto, agli interessi economici dei coniugi che si dicono addio, mentre la Suprema Corte ha iniziato a sdoganare anche il concetto che la donna deve auto sostenersi dopo la fine di un rapporto coniugale (ma stranamente i figli viziati devono essere mantenuti addirittura fino alla fine dei tempi), e proprio quando non si capisce ancora come risolvere la piaga dei femminicidi, c’è chi beatamente ride dei tradimenti e ne ha fatto addirittura motivo di vanto creando una festa tradizionale. Parliamo della Festa dei Cornuti di Ruviano, la ridente cittadina che fu feudo del Barone di Presenzano, e che, nonostante abbia San Leone come patrono, restando in tema di tradimenti, celebra anche il famosissimo San Martino che protegge, appunto, i cornuti. Un tradimento religioso che non sappiamo se faccia piacere al santo patrono di Ruviano, ma sicuramente piace ai tanti visitatori che ogni anno si danno appuntamento per una celebrazione partita ben 40 anni addietro. Uno scherzo di amici ubriachi, come raccontano le cronache, dopo un lauto pasto a base di carne di montone, animale con le corna, che si è trasformato in una vera e propria attrazione turistica. E forse è davvero un bene che oggi i mariti si divertano anche ad esorcizzare il tradimento, proprio per fare da contrappeso alla barbarie dei femminicidi da parte di altri uomini che continuano ancora a credere che la donna sia un oggetto acquistato al momento del fatidico si. È per questo motivo che invito tutti a farsi delle ricche risate in questo splendido centro incuneato tra Caiazzo, Amorosi, Castel Campagnano e Alvignano. Dal 10 al 12 novembre divertiamoci e diamo anche l’esempio ai barbari del III millennio, quelli che uccidono invece di “rifarsi una vita”.