Terra dei Fuochi, il ministro Trenta: 200 soldati presidieranno gli impianti dei rifiuti

Terra dei Fuochi, il ministro Trenta: 200 soldati presidieranno gli impianti dei rifiuti

“Stiamo pensando a circa duecento militari da impiegare per il presidio dei siti di stoccaggio dei rifiuti, soprattutto per quelli più a rischio. In questi giorni sono in stretto contatto con il ministro Costa per coordinare un piano di intervento a 360 gradi”. Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, assicura il massimo supporto anche dell’Esercito per i roghi che negli ultimi mesi stanno affliggendo gli impianti di trattamento dei rifiuti. Saranno impiegati duecento uomini, ma in queste ore a Palazzo Baracchini si lavora in stretto contatto con il ministero dell’Ambiente per stabilire le forze da impegnare. Il 19 novembre arriverà in Campania con l’intero governo per un consiglio dei ministri ad hoc sulla Terra dei Fuochi. “Ho dato la piena disponibilità della Difesa a dare il massimo supporto, perché chi crede di intimorirci si troverà davanti a un muro. Lo Stato è più forte e lo dimostrerà. Nel Cdm che terremo in Campania metteremo a disposizione concretamente tutte le nostre energie. Dipenderà ovviamente anche dalle richieste che riceveremo, ma le posso dire che siamo pronti a fare il massimo”. Dal progetto «Strade sicure» all’impiego di militari nei purtroppo frequenti casi di calamità naturali, l’Esercito ormai non è più impegnato soltanto nelle aree di crisi all’estero, ma anche nel nostro Paese. “Non posso che ringraziarli per il loro impegno, per la loro professionalità, per come ogni giorno mettono a rischio la propria sicurezza per garantire la sicurezza del prossimo. Sono orgogliosa di loro e lo è tutto il Paese. Solo pochi giorni fa abbiamo festeggiato l’Unità delle Forze Armate, mi permetta di rivolgere un pensiero anche ai nostri caduti e alle loro famiglie, visto che fra qualche giorno, il 12 novembre, si celebrerà la giornata nazionale a loro dedicata e che cade nell’anniversario di Nassirya”. Siamo ormai in vista dell’approvazione della manovra finanziaria, a quanto si apprende dalla bozza definitiva della legge di bilancio, le spese militari verranno ridotte di 60 milioni di euro l’anno a partire dal 2019 e di ulteriori 531 milioni di euro nel periodo 2019-2031. Stiamo rimodulando le nostre spese militari? “La riduzione dei circa 500 milioni riguarda la sospensione di alcuni programmi di cui non c’era immediata necessità di investimento, incluso il taglio di un faraonico progetto infrastrutturale come il Pentagono italiano. Pensi, volevano trasferire tutti gli attuali palazzi degli Stati Maggiori in un unico edificio spendendo più di un miliardo di euro, ma i palazzi già ci sono e se permette, io prima di avviare questo tipo di spese mi preoccupo degli equipaggiamenti, delle caserme, delle condizioni in cui lavorano sul territorio e all’estero i nostri militari e dei ricongiungimenti familiari. Sia chiaro, tutto ciò che è strategico per il Paese, come ad esempio l’industria militare, sarà salvaguardato. L’Italia ha bisogno di investimenti nel comparto e il governo continuerà a farli, ma lo farà questa volta avendo una visione precisa, strategica e di sviluppo”.

Related posts