Parco Pozzi ad Aversa

Aversa (Francesco di Biase). C’è stretto riserbo sul tentativo di violenza perpetrata da un pakistano 33enne ai danni di un bambino di 11 anni, all’interno del Parco Pozzi. I carabinieri, coordinati dal tenente colonnello D’Amato, lasciano trapelare ben poco. L’uomo, di nazionalità pakistana e senza fissa dimora, attualmente in stato di fermo, da quanto si apprende, saltuariamente si recava alla mensa della Caritas diocesana mentre di notte aveva trovato riparo sotto i portici di un edificio ubicato nei pressi dell’ex Opg. Un episodio che lascia sgomenta l’intera cittadinanza, che a gran voce chiede giustizia e più sicurezza del territorio. Non si è fatto attendere l’intervento della Curia sull’episodio: “In merito ai deplorevoli episodi che, nella giornata del 3 ottobre, hanno coinvolto due persone che ordinariamente si avvalgono dei servizi della Caritas diocesana di Aversa, nel condannare ogni forma di violenza e di delinquenza che, da chiunque sia commessa, inquina il vivere della società, la Curia vescovile, con la stessa Caritas, evidenzia che i fatti di cui si parla non sono avvenuti all’interno delle proprie strutture, dove nessuno è ospite stabile, e che, nel rispetto delle Leggi, i dati personali degli assistiti sono sempre a disposizione delle Autorità di Polizia. In Caritas l’accoglienza alle persone bisognose rimane un impegno mai discriminatorio, attento alle urgenze del momento e orientato a sostenere il cammino di vita delle persone. Andare incontro a ciascuno per aiutarlo nel momento del bisogno è sicuramente anche un atto educativo ad un sano rapporto con la società. Per questo la Caritas vive con grande amarezza situazioni che, come queste, contraddicono il proprio impegno ed il lavoro attento e generoso di tanti volontari. Nell’esprimere tanta solidale vicinanza alle vittime di ogni genere di violenza, la Caritas ribadisce il proprio impegno, la propria tensione e la fiducia di poter contribuire ad un più positivo e civile vivere della società”.