SANTA MARIA CAPUA VETERE (Od. Sf.) – E’ rimasto davanti al microfono poco più di 60 minuti il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano. Il deputato, coordinatore regionale di Alternativa Popolare, è stato chiamato come testimone nel processo a carico di Pasquale De Lucia e Rita Di Giunta, ex sindaco di San Felice a Cancello il primo e presidente di Terra di Lavoro spa fino al giorno dell’arresto la seconda, legati da un chiaro rapporto pubblico-privato. Chiaro soprattutto per chi ‘viveva’ nei pressi dell’entourage del primo cittadino che, secondo la Procura, avrebbe avuto un ruolo attivo nelle turbative d’asta verificatesi al comune di San Felice a Cancello. La vicenda non è certo una novità. Potere decisionale, autorità, relazioni scomode, sfrenate ambizioni di carriera politica, questi gli elementi della storia scritta nell’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini preliminari e frutto di una articolata indagine su cui proprio il sottosegretario Alfano, forse più contento di essere in Tribunale piuttosto che in un salotto televisivo a parlare delle elezioni siciliane, ha dovuto chiarire alcuni aspetti. Sostanzialmente i chiarimenti richiesti al deputato di Ap, dal Pm e dagli avvocati degli imputati, hanno riguardato le pressioni ricevute dal sindaco De Lucia, legato politicamente al Nuovo Centro Destra (oggi Alternativa Popolare), sia per la rimozione dei Carabinieri che stavano indagando sugli appalti sia per una raccomandazione al concorso per le forze armate per un suo ‘sodale’ ma anche di un capannone del demanio nella disponibilità del Ministero della Difesa (e da dismettere) e ancora dei meccanismi di formazione e funzionamento dei circoli territoriali dei movimenti politici collegati a Pasquale De Lucia e Gioacchino Alfano. Il sottosegretario non ha tradito particolari emozioni quando ha chiarito che, da figlio di Carabiniere, ha provato ‘fastidio’ nell’inusuale richiesta arrivata dal sindaco di San Felice a Cancello. Nel giugno 2014 il sindaco Pasquale De Lucia si è recato al Ministero della Difesa per andare dal sottosegretario Alfano e chiedergli l’allontanamento dei militari responsabili dell’indagine. Le parole utilizzate da Alfano confermano la richiesta e specificano, nella formulazione della stessa resa in aula da Alfano, come De Lucia ‘spingesse’ per “evitare l’aggressione da parte dei militari che (prelevando documenti dal Comune) agivano per interessi diversi” da quelli che dovrebbero muovere i carabinieri. I nomi dei carabinieri Alfano non li ricordava salvo poi specificare: “non credo mi furono detti i nomi e i cognomi”. A questo punto, sia accusa che difesa per motivi ovviamente opposti, hanno tentato di approfondire il rapporto politico e personale tra il sindaco e l’onorevole non riuscendo, però, ad approfondire alcunché visto che il sottosegretario si è ritirato dietro il suo ruolo istituzionale e politico sostenendo che il rapporto con De Lucia non era diverso da quello che intratteneva con gli altri amministratori, esponenti e iscritti del suo movimento. Lo stesso vale per Antonio Scialdone, altro imprenditore finito in inchieste della Procura e tesserato del movimento di Alfano. Formalità anche quell’invito a casa a Pasquale De Lucia per gli auguri di Natale del 2014, “Tutti quelli che mi chiamano per gli auguri di Natale li invito a casa” ha letteralmente dichiarato. Tutta normalità e formalità, insomma, fino a quando da San Felice a Cancello non cominciano ad essere segnalate “anomalie” nella gestione dei circoli. Per la Procura i tesserati non sapevano di essere tesserati ma non è certo il coordinatore regionale del movimento a gestire il tesseramento dei circoli e allora Alfano, di fronte alle domande di Pm e difesa, non ha potuto far altro che spiegare il funzionamento dell’apparato politico di Ap con qualche “non ricordo” in fatto di documenti politici presentati dagli avvocati. Come mai è andato in Procura solo dopo le elezioni Regionali per contribuire alle indagini segnalando le anomale richieste del Sindaco? Impegni istituzionali e politici. Alle 10.44 è suonata la campanella per il Sottosegretario, libero di tornare ad occuparsi dei destini di Alternativa Popolare e lasciare spazio agli altri testimoni della giornata.