Spaccio di droga alla luce del sole a piazza Nassiriya a Mondragone, coinvolti figli di noti professionisti

Spaccio di droga alla luce del sole a piazza Nassiriya a Mondragone, coinvolti figli di noti professionisti

Mondragone (Maria Assunta Cavallo). Piazza Nassiriya una delle zone più frequentate dai giovani sia di giorno che di sera, intitolata ai 19 soldati italiani di stanza in Iraq morti in un attentato il 12 Novembre 2003. La piazza della memoria divenuta uno dei maggiori centri di spaccio della città, dove sotto gli occhi di tutti, giovani studenti si incontrano per fumare cannabis. Si, sotto gli occhi di tutti, perché questa Piazza si trova a ridosso del centro storico in zona San Francesco e precisamente in Via Elena, una via molto transitata soprattutto di Domenica da chi si reca al mercato. Si tratta per lo più delle cosiddette droghe naturali, i suoi derivati più comuni: la marijuana e l’hashish, sostanze facilissime da reperire. Proprio qui a spacciare ci sono giovani stranieri ed italiani che usano un meccanismo comune a tantissime altre piazze di spaccio in Italia, quando vengono contattati, il cliente usa vari pseudonimi per indicare l’erba o il fumo di cui ha bisogno, senza nominarli esplicitamente. Talvolta non serve nemmeno la telefonata perche “Piazza Nassiriya” é ormai una zona entrata nel circuito della frequentazione abituale, dove non è difficile trovare in determinati momenti della giornata, gruppi di giovanissimi che attendono tra una birra e l’altra, il fumo. Diciamo pure che l’attesa avviene in una sorta di “party cannabis”. Quello del fumo non è più un passatempo sporadico, qualcuno fuma solo nel week end tra amici per rilassarsi, altri invece sono dei veri e propri abitudinari del fumo. Parliamo di giovanissimi dai 13 anni in poi, bambini e bambine potremmo dire, fino ai 23/24 anni, convinti che la droga sia l’unico mezzo per potersi divertire. Proprio per questo le Istituzioni devono intervenire per salvare questi “figli” dal baratro della perdizione. E non pensiate che le famiglie di molti di loro siano passivi a tutta questa situazione.  Abbiamo visto genitori cercare con ogni mezzo di salvare i propri figli ancora adolescenti dall’uso di queste sostanze stupefacenti che annebbiano il cervello, ma la loro è una sfida difficile specie se lasciati soli. Inoltre pare che spesso i giovanissimi vengono avvicinati da chi fornisce loro il fumo, per lo più stranieri, o altre sostanze, per fare da palo durante lo spaccio, parliamo di 14 enni anche inconsapevoli , ed é assurdo che tutto qiesto avvenga in modo incontrollato. L’attuale normativa sulla detenzione e vendita degli stupefacenti prevede una riduzione delle pene rispetto alla vecchia legge Fini-Giovanardi, dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale nel febbraio del 2014. E’ vietata la vendita e la coltivazione di sostanze stupefacenti sul territorio nazionale, tuttavia la detenzione e l’acquisto per uso personale non hanno rilevanza penale. La vendita di piccole quantità di droga comporta la reclusione da sei mesi a 4 anni e una multa che può andare dai mille ai 15mila euro. L’arresto è possibile solo se lo spacciatore viene colto in flagranza di reato. Non si fa distinzione nella legge tra droghe pesanti e droghe leggere. Un plauso alle forze dell’ordine che sul territorio Domizio fanno gia’ un enorme lavoro per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga, ma queste famiglie chiedono uno sforzo in più per la salvezza di molti adolescenti.

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