Casapesenna/Maddaloni. E’ andato in onda pochissimi minuti fa a “Le Iene” un nuovo servizio in cui Gaetano Pecoraro ha illustrato purtroppo di altri fatti, ancora più gravi che hanno portato due giorni fa all’arresto di don Michele Barone, dei genitori della 13enne Antonia (chiamata dalla trasmissione Giada) e del commissario di Polizia di Maddaloni, Luigi Schettino. Nel servizio emerge la testimonianza di un’altra vittima che racconta particolari assai cruenti… ma non solo viene a galla anche il legame di parentela con l’omonimo Michele Barone, arrestato perchè esponente del clan dei Casalesi.

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SERVIZIO LE IENE 25 FEBBRAIO 2018

Questo è quanto scrive il giornalista Gaetano Pecoraro de “Le Iene”

Il sacerdote, che il 16 febbraio era stato già sospeso dal vescovo Angelo Spinillo dopo il primo servizio di Gaetano Pecoraro, è finito in manette perché, secondo l’ordinanza di custodia cautelare, avrebbe abusato sessualmente di alcune donne su cui praticava gli esorcismi. Secondo la Procura, don Michele Barone avrebbe generato “nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio”, sottoponendole “atrattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità fisicopsichica, nonché della loro dignità”. Inoltre, le vittime sarebbero state costrette a subire numerosi atti sessuali contro la loro volontà: “palpeggiamenti in zone erogene, denudazione e l’aberrante prassi di dormire, nude, insieme al prete e alla sua amante“.

Sono invece agli arresti domiciliari i genitori della 13enne vittima dei maltrattamenti durante gli esorcismi del sacerdote e il poliziotto Luigi Schettino, che avrebbe ostacolato le indagini. Proprio da questi casi era partito il nostro servizio.

La nostra Iena Gaetano Pecoraro venerdì 23 febbraio si trovava all’aeroporto di Napoli Capodichino quando ha appreso dell’arresto. Era lì proprio per incontrare don Michele: “Eravamo venuti qui con la troupe perché ci avevano detto che don Michele Barone sarebbe atterrato qui adesso. Perché, nonostante la sospensione e le indagini, aveva comunque deciso di partire per uno dei suoi pellegrinaggi. Ci avevano detto che con lui ci sarebbe stata anche la piccola Giada. Spero che la magistratura faccia tutto quello che deve fare e spero che la piccola Giada riesca a trovare al più presto un po’ di serenità”.

Il primo servizio, andato in onda nella puntata di mercoledì 14 febbraio, racconta la storia di una bambina di 13 anni, che abbiamo chiamato Giada e che sarebbe stata vittima di ripetuti esorcismi. Sua sorella, che abbiamo chiamato Arianna (entrambi i nomi sono di fantasia), è venuta da noi in cerca di aiuto perché “abbandonata dalla sua famiglia e dalle istituzioni”.

Tutto era iniziato, nel racconto di Arianna, quando Giada era piccola. A casa scoppia un litigio: i genitori scoprono l’omosessualità di Arianna e reagiscono con violenza. Giada ha una grave reazione psicosomatica: “Tutto d’un tratto non riusciva più a muovere le gambe”. I medici consigliano una psicoterapia accompagnata da farmaci leggeri.

Arianna prosegue: i genitori portano la sorella ad alcune “messe di guarigione”, poi si rivolgono a un sacerdote famoso per le sue apparizioni in televisione in cui parla di esorcismi, don Michele Barone. Il prete avrebbe fatto interrompere le cure della bambina, iniziando rituali, anche violenti, su Giada. Arianna sarebbe stata poi allontanata con l’accusa di avere un legame con il demonio.

Arianna si è rivolta alla polizia, presentando un esposto per allontanare Don Michele dalla sua famiglia. Un poliziotto, seguace del sacerdote, avrebbe risposto ad Arianna di“stare tranquilla perché Giada è in mani sicure”. Si tratta del commissario appena finito ai domiciliari. Associandosi al vescovo Angelo Spinillo (che smentisce di averlo fatto) e alla stessa madre di Angela, in un invito, sostiene Arianna, a ritirare l’esposto. In cambio avrebbe potuto rivedere la sorella.

Ci eravamo impegnati a non lasciare sola la piccola e avevamo messo subito a disposizione il contatto di un importante studio legale. Inoltre, in accordo con gli inquirenti, avevamo messo a disposizione della Procura tutte le prove che avevamo raccolto e che hanno portato poi all’arresto di Dpon Michele. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi”.