CASERTA (Od. Sf.) – Continua la guerra tra l’amministrazione comunale del capoluogo e l’imprenditore Antonio Crispino per il possesso del scuola elementare di Ercole. Il nuovo capitolo di questa vicenda è stato scritto in Tribunale dove si sono ritrovati l’impresa e l’amministrazione. Non poteva essere altrimenti visto che più che un Comune, quello di Caserta sembra la casa dei misteri e dei silenzi. Quella della scuola di Erclole è sempre stata una vicenda ‘anomala’, a dire poco, che venne a galla solo grazie al comitato dei genitori dei 36 alunni che rischiavano di ritrovarsi senza aula. Fu il comitato, infatti, a denunciare lo sfratto stabilito dal dirigente Franco Biondi, innescando un vivace dibattito politico e amministrativo sulla proprietà dello stabile di via San Francesco d’Assisi. Una questione che risale ai primi anni ’90 quando l’amministrazione concesse all’imprenditore Antonio Crispino il permesso di edificare nella frazione di Ercole una serie di parchi residenziali lungo via Camusso. A fronte di quella concessione, invece di pagare gli oneri di urbanizzazione, l’impresa realizzò la struttura scolastica per consegnarla alla città. Questa la storia raccontata nei verbali dei consigli comunali dell’epoca. La verità, sulla vicenda della scuola di Ercole, non è mai stata detta. Nessuno al comune di Caserta, né Sindaco, né Dirigente, né i consiglieri comunali sono stati in grado di spiegare se il passaggio di proprietà era previsto e se è stato registrato presso uno studio notarile. L’imprenditore Antonio Crispino ha sempre negato che fosse previsto un passaggio di proprietà e ha richiesto i fitti dovuti e non versati. Situazione complicata anche per i lavori che, nel tempo, sono stati effettuati a spese del Comune nella struttura. Per ora la vicenda è approdata in Tribunale visto che Antonio Crispino, per tutelare gli interessi delle sue imprese, si è rivolto alla magistratura. Nella fase istruttoria della causa, oltre a produrre atti e documenti, Crispino ha chiamato in causa come sommari informatori anche gli ex ed attuali funzionari comunali: Ferdinando Sibillo (Direttore Generale dell’Ente durante l’epoca Falco), Carmine Sorbo, Francesco Biondi e Marcello Iovino. L’Ente, per ora, si è limitato ad incaricare l’avvocato Giovanni Marco Ciro Dell’Aquila, di seguire la vicenda al posto della troppo affaccendata avvocatessa comunale Lidia Gallo. Costo della difesa: 3.023,79 euro così come si legge nel provvedimento adottato dal segretario generale Luigi Martino.