Sara muore risucchiata in piscina. L’esperto: fatale la potenza dell’idromassaggio

Sara muore risucchiata in piscina. L’esperto: fatale la potenza dell’idromassaggio

Cronaca. Tutti si domandano come sia possibile morire in una piccola piscina, in quel modo assurdo. Ma per chi opera nel settore, i rischi sono ben noti. “Purtroppo – spiega un imprenditore di Latina che da anni progetta e installa piscine da esterno – spesso vengono sottovalutati i rischi legati a un impianto realizzato senza le dovute accortezze. Guardando le immagini, con le dovute precauzioni del caso, posso dire che probabilmente la ragazza è stata bloccata dall’aspirazione dell’impianto di idromassaggio che, normalmente, ha una potenza doppia rispetto alla normale aspirazione per il riciclo dell’acqua». Il problema di molte piscine, specialmente quelle realizzate diversi anni fa, sta nella presenza di un solo bocchettone sul fondo che raggiunge livelli di aspirazione in grado di bloccare chiunque, non solo i bambini. «Oggi infatti – spiega il tecnico – si realizzano almeno due bocchettoni sul fondo della vasca, per motivi di sicurezza: se qualcuno finisce su uno dei due, resta comunque in funzione l’altro diminuendo la potenza e l’effetto ventosa sul primo. In questo modo si possono salvare le persone da una situazione pericolosissima che può, purtroppo, essere fatale. Non è questo, infatti, il primo drammatico caso, anche se ogni episodio va contestualizzato”.  Sarà certamente una perizia tecnica ad analizzare la situazione specifica della piscina di Sperlonga, stabilendo eventuali negligenze o responsabilità. Sicuramente, già dalle indicazioni generiche di chi lavora nel settore, si comprende la complessità della materia e i rischi che si corrono in assenza di un’adeguata progettazione delle vasche con i relativi impianti. Ci sono quattro indagati con l’accusa di concorso in omicidio colposo per la morte di Sara Francesca Basso, la ragazza di 13 anni che ieri è stata aspirata dal bocchettone della piscina al Virgilio Grand Hotel di Sperlonga. Era in vacanza con i familiari ed era residente a Supino ma frequentava l’istituto comprensivo “Campo Coni” nel capoluogo ciociaro. La Procura di Latina ha aperto un fascicolo nei confronti dell’amministratore della società che gestisce l’albergo, dell’ex proprietario, del costruttore della piscina e del responsabile della manutenzione. Un episodio assurdo sul quale stanno indagando già da ieri i carabinieri della locale stazione, che hanno sequestrato la piscina e il vano pompe. La salma della ragazzina è a disposizione dell’autorità giudiziaria per chiarire se Sara possa avere avuto un malore prima di annegare. I militari della stazione di Sperlonga hanno ascoltato i numerosi presenti, compreso il turista americano che per primo ha soccorso la ragazza. Ore di cordoglio e dolore non solo a Sperlonga ma anche e soprattutto a Supino, dove la ragazza viveva assieme alla madre e alla sorellina.

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