SAN FELICE. Figlia di consigliere comunale perseguitata da uno stalker

SAN FELICE. Figlia di consigliere comunale perseguitata da uno stalker


SAN FELICE A CANCELLO – Sono anni che la perseguita. Lei, non riesce nemmeno a mettere il naso fuori casa che lui, un uomo originario di Arienzo, le tiene il fiato sul collo. Qualsiasi passo lei faccia, lui le sta dietro e la segue. La loro storia è oramai conosciuta a San Felice a Cancello. Sono stati fidanzati per anni, poi tutto è finito come nelle migliori favole. Ma l’uomo, non si è ancora rassegnato e continua persino a minacciare i suoi familiari che sono stanchi di quello che continua ad accadere, soprattutto per il bene psicologico della donna. Protagonista di questa storia, denunciata anche ai carabinieri della stazione locale di San Felice a Cancello che conoscono perfettamente l’intera vicenda e che stanno cercando di chiudere il cerchio il primo possibile, è la figlia di un consigliere comunale di San Felice a Cancello. L’ultimo episodio sgradevole è accaduto a pochi passi dall’abitazione della vittima. Lo stalker ha imbrattato il muro esterno dell’Istituto comprensivo “Francesco Gesuè” con una scritta diffamante, che è stata denunciata anche dalla dirigente scolastica Teresa Mauro. Che l’artefice sia stato lui ce n’è fondatezza in quanto è stato ripreso da alcune telecamere esterne private a circuito chiuso. Addirittura, qualche mese fa lo stesso tentò di investire la donna, che era in compagnia di alcune amiche. Si salvò per miracolo. Ma non solo, telefonate anonime, messaggi indecifrabili, accuse e minacce che fanno senza dubbio tenere accesi i riflettori sulla vicenda che potrebbe prendere una brutta piega. La vittima ha più volte cercato di mediare chiarendo la sua posizione sentimentale, ma l’uomo accecato ha sempre continuato imperterrito per la sua strada. Non vuole assolutamente accettare che la loro storia è finita e tutto questo lo fa senza avere la consapevolezza che sta sbagliando, e quindi, potrebbe rischiare davvero grosso. Addirittura, negli anni addietro, lui aveva tentato di aggredire i familiari non solo verbalmente, accusando la donna di essere troppo legata a loro. Di cercarli in qualsiasi momento del giorno e che tutto questo toglieva tempo allo stesso. Il suo, più che amore, era possesso. Dopo un periodo di tregua, la questione nei giorni scorsi è cominciata nuovamente degenerare fino ad arrivare alla scritta sulle mura della scuola media e alla conseguente ennesima denuncia da parte della vittima.


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