SAN FELICE. Ferrara appeso ad un filo: 7 consiglieri restano al suo fianco, in 9 staccano la spina

SAN FELICE. Ferrara appeso ad un filo: 7 consiglieri restano al suo fianco, in 9 staccano la spina


SAN FELICE A CANCELLO – Giovanni Ferrara non ha più i numeri per governare. Dopo cinque mesi la tanto attesa amministrazione comunale, con il compito da dare tranquillità al territorio, si è sgretolata. Ferrara resta ancora solo ad alcuni consiglieri comunali delle civiche Cambiamente e Ricominciare, per il resto non ha più nulla a sua favore. Persino il M5S che poteva fargli da spalla, poco fa, ha diramato una nota nella quale chiede al sindaco di dimettersi.

Intanto ieri sera Lello Melchiorre e Vincenzo Sgambato, fondatori della civica Avanti San Felice, in una nota congiunta hanno chiarito: “I consiglieri comunali Lello Melchiorre e Sgambato Vincenzo fondatori del gruppo ‘Insieme per San Felice’, costituito con lo scopo di aggregare non dividere, di costruire e non distruggere, ha preso atto del comunicato stampa del sindaco ed in totale disaccordo con esso per il metodo e il modo, in assoluta sintonia e solidarietà ai consiglieri comunali chiamati ex Forza Italia si sospendono dall’attuale maggioranza costituendo un ampio gruppo consiliare di 6 consiglieri. Auspicando altresì ulteriori adesioni politiche e adesioni partitiche”.

I sei consiglieri comunali, di due 4 ex forzisti, (Gelsomina Piscitelli, Tino D’Ambrosio, Gianluigi Carfora, Corrado Colella, Vincenzo Sgambato e Lello Melchiorre) poco dopo hanno diramato un’altra nota:
“Continuando a fare quello che ti riesce meglio ‘niente’: strade sporche senza alcuna manutenzione, scuole chiuse senza mensa ed un comune allo sbando assoluto.
Caro sindaco sei così distratto oltretutto chi non ti sei nemmeno accorto che il gruppo di consiglieri comunali che condivide queste visioni è un gruppo di 6 consiglieri e che presto ti comunicherà anche le loro scelte e le loro priorità. Sindaco non ci interessano le poltrone. Non ci interessano i tuoi magheggi e non ci interessa nemmeno la tua faccia di buon cittadino. La gente e noi consiglio comunale abbiamo capito chi sei e tutti abbiamo capito che la tua volontà è scaricare su altri la responsabilità della tua incapacità dei tuoi disastri. Sempre per il popolo, solo con il popolo.
Prima i sanfeliciani e poi le ambizioni personali”.

Una situazione davvero critica. Tranne colpi di scena legati ad una sfiducia, il banco di prova sarà quello del 30 novembre quando bisognerà approvare il bilancio in Consiglio. Qualora Ferrara non dovesse avere i numeri a suo favore, andrebbe direttamente a casa.


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