San Clemente (Angela Santonastaso). Il 27, 28 e 29 ottobre, presso l’antica Cappella Campestre di Santa Maria a Macerata in San Clemente ha avuto luogo la quinta edizione di “sentieri di memoria – storia e teatro” organizzata dal prof. Bartolo Corbo con il prezioso aiuto del sacerdote della Parrocchia di S. Clemente P.M., don Gennaro d’Antò e i collaboratori dell’oratorio “don A. Sapone”. Sono cinque anni in cui, in questa antica cappella simbolo della memoria storica del paese, si porta all’attenzione del pubblico locale e non, storie e personaggi che hanno dato e continuano a dare, il loro contributo valorizzando le ricchezze della realtà casertana.

Ogni serata ha avuto un taglio diverso: il 27 ottobre la rassegna intitolata “sentieri di legalità” per i 25 anni della morte di Falcone e Borsellino, ha avuto come ospite Rosaria Capacchione, giornalista de Il Mattino e attualmente membro della Commissione Parlamentare Antimafia. La dottoressa, intervistata da Luigi Ferraiuolo, giornalista e direttore della scuola di giornalismo investigativo di Casal di Principe, si è prestata ad una lunga chiacchierata degna del suo stile inconfondibile che l’ha resa una donna coraggiosa, che senza paura ha denunciato nelle sue inchieste gli innumerevoli soprusi e la dipendenza che la nostra terra ha verso la criminalità organizzata. È stata una serata forte, ricca di silenzi, sospiri, domande da parte del pubblico. “La mafia non è stata sconfitta, esiste ed esisterà fin quando esisterà un’adesione del territorio a servirsi di una parte violenta per raggiungere i propri scopi” ed ha continuato – “l’accettazione di questo sistema corrode la società, ognuno di noi”. E attraverso queste parole, la dott. Capacchione ha parlato delle inchieste da lei svolte, l’omertà incontrata, le minacce ma sempre nei suoi discorsi è rimasta viva la speranza che solo insieme si può cambiare il corso delle cose. La serata infine si è conclusa con uno spettacolo dal titolo “il colloquio”, un’intensa storia di un incontro tra un magistrato ed un collaboratore di giustizia, scritto e interpretato da Pierluigi Tortora e Peppe Romano.

Dalle inchieste giornalistiche ai libri gialli, così sabato 28 è stato ospitato, il famoso scrittore Maurizio De Giovanni, autore partenopeo di gialli famosissimi ambientati a Napoli e divenuto ancora di più famoso per essere lo sceneggiatore della serie tv diretta su rai 1 “i bastardi di Pizzofalcone”.  Anche durante la seconda serata, la cappella benché di esigue dimensioni ha accolto numerosissime persone che con passione hanno seguito sia l’intervento della Capacchione il giorno prima che l’intervista a De Giovanni. L’autore, intervistato dall’amico di infanzia Raffaele Palma, si è raccontato con le musiche che fanno da cornice ai suoi gialli con la consueta simpatia napoletana spiegando come nascono i suoi personaggi e la sua passione di scrivere: “il lettore chiude il libro e scrive la pagina che lo scrittore non ha scritto. A volte, questa cosa succede anche allo scrittore. Ecco come è nato il commissario Lojacono”. La serata infine si è conclusa con un inedito ensemble con Pasquale Ziccardi della Nuova Compagnia di Canto Popolare accompagnato da Michele Signore al mandoloncello e violino, Carlo Di Gennaro ai tamburi e dalla splendida voce di Loredana Calabrese.

L’ultima serata si è conclusa magistralmente con due ospiti che hanno fatto della musica la loro ragione di vita: Clemente Amoroso, musicista e musicoterapeuta che da anni lavora con i ragazzi “fantasticamente abili” come ama così definirli, e con Francesco Salinari, giovane pugliese diplomato al Conservatorio. Un ragazzo semplicemente speciale che nonostante le sue difficoltà, attraverso la musicoterapia è divenuto un affermato musicista partecipando a prestigiose manifestazioni e ospite su rai 1 nel programma “A sua immagine”. La forza di questo ragazzo ha commosso con la sua allegria e bravura. Salinari ha concluso il suo concerto lasciando un messaggio di vita a tutti i numerosi presenti in sala: “il pianoforte è come il mare. Quando suono mi ci tuffo e vado lontano”. Infine, insieme a lui come ospite d’onore, i presenti hanno partecipato alla terza edizione di “Alla tavola di donna Clizia”, cena della tradizione casertana con figuranti in costume a ricordare la nobildonna Clizia della Ratta di Casertavecchia che giunse a S. Clemente come sposa di don Giovanni Pagano.

“L’aggettivo per queste tre serate è bellezza, come spiega il parroco don Gennaro D’Antò – le tre serate infatti hanno voluto dare un messaggio di speranza, di bellezza: quella etica, culturale e la bellezza dello scarto. Il Signore è venuto a prendere lo scarto per mostrarne tutta la sua bellezza. I limiti messi in risalto in queste tre serate sono serviti, spero, come occasione per mettere in risalto anche dei nostri limiti come punto per ripartire. Il più limitato sembra essere il crocifisso ed invece è segno di vita”. E con queste parole, con la bellezza nel cuore, termina la quinta edizione di “sentieri di memoria”. Non ci resta che aspettare la prossima rassegna.