Roberto Pirro, Nicola D’Auria e Nicola Santoro: dai viaggi a Cuba alle cooperative. La testimonianza di Melissari che ha svelato gli intrecci illeciti nell’ambito c8

Roberto Pirro, Nicola D’Auria e Nicola Santoro: dai viaggi a Cuba alle cooperative. La testimonianza di Melissari che ha svelato gli intrecci illeciti nell’ambito c8

Santa Maria Capua Vetere. (O.S.). Più che un’associazione a delinquere era un vero e proprio triangolo amoroso e d’affari quello instauratosi tra il responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito c8, Roberto Pirro, e i due uomini delle cooperative sociali più ‘gettonate’, Nicola D’Auria e Nicola Santoro. Partiamo dal dato ‘intimo’ che emerge dall’ordinanza del Gip Alessandra Grammatica: Roberto Pirro e Nicola D’Auria  sono ufficialmente conviventi nella casa di quest’ultimo a Nola. Entrambi sono stati arrestati solo dopo essere tornati da Budapest, dove si trovavano il giorno in cui è scattata l’operazione della Procura.

Roberto Pirro, però, ha avuto anche un rapporto particolare con Nicola Santoro. I tre vanno spesso in vacanza all’estero. Dall’analisi dei computer portatili sequestrati in casa di Santoro ci sono le foto del viaggio fatto con Roberto Pirro a Cuba nel periodo natalizio del 2013. I tre si frequentavano non solo all’ufficio di Piano e non solo per i viaggi-vacanze. Numerosi sono i momenti conviviali in cui si ritrovano tutti e tre, insieme ad un cittadino egiziano, Aahmed Hemdan, detto Mimmo, persona di fiducia e impiegato di Santoro. Questa rete amicale ha degli effetti, secondo la Procura, sulla gestione dell’ambito sociale.

Ancor più inquietante è scoprire che Pirro fosse parte attiva nella gestione delle cooperative che poi vincevano gli appalti al comune di Santa Maria Capua Vetere. L’associazione di promozione sociale Agaphantus, per la verità, è stata guidata direttamente da Roberto Pirro fino al 29 maggio 2012 quando la gestione operativa viene a ricadere nelle mani di Nicola D’Auria. Lo stesso numero telefonico di Pirro intercettato dalla Procura è presente sulla visura camerale dell’Agaphantus in uso, dal 1996, al responsabile. Il passaggio di ‘mano’ tra i due soci-fidanzati non è totale. Roberto Pirro mantiene la delega per svolgere tutte le operazioni bancarie sociali gestite presso il Banco di Napoli. A svelare le trame del terzetto di amici speciali è Diego Melissari, storico collaboratore di Nicola Santoro.

Il 22 dicembre 2015, ascoltato dagli inquirenti dichiara: In tale fase (dopo il 2011, ndr) sapevo che il dr. Pirro era amico intimo di Nicola Santoro ma non sapevo ancora che lo stesso rivestisse ruoli o incarichi presso il Comune di S. Maria C.V.. Ricordo che nel mese di maggio 2012, allorquando mi recavo presso la cooperativa per ricevere la liquidazione (TFR), il Santoro mi informò che le cose su S. Maria C.V. sarebbero cambiate perché il dr. Pirro avrebbe assunto “un ruolo”, nell’ambito dei servizi sociali.”.

Melissari diventa parte del cerchio magico. A lui Nicola D’Auria propone la costituzione di una nuova cooperativa, la Hares, che venne effettivamente costituita assieme a Carmela Fusco e all’egiziano Ahmed ‘Mimmo’ Hemdan. Santoro non sente la conversazione tra i due ma già conosceva il progetto ‘Hares’ in cui rientra anche Pirro: “Nella circostanza in cui il D’AURIA mi propose di costituire l’associazione Hares, non era presente SANTORO. Devo però precisare che il SANTORO, dopo qualche giorno, mi chiese se il D’AURIA mi avesse parlato del progetto relativo alla costituzione dell’Hares. Ebbi l’impressione come se egli fosse già a conoscenza delle intenzioni del D’AURIA. Ricordo che della vicenda Hares iniziammo a parlare nell’anno 2013. A distanza di qualche settimana dall’incontro avuto con D’AURIA, allorquando mi trovavo nei pressi degli uffici comunali ove vi era lo sportello HCP, fui avvicinato dal dr. PIRRO Roberto, il quale mi disse che mi avrebbe inviato all’indirizzo di posta elettronica una bozza di atto costitutivo dell’associazione Hares, da depositare poi all’agenzia delle entrate. […] Allorquando PIRRO mi disse che mi avrebbe inviato il format dell’atto costitutivo dell’Hares ebbi il sospetto che egli avesse degli interessi nella gestione dell’associazione Hares. Posso dire ciò in quanto tra il PIRRO ed il D’AURIA vi era un legame personale, anzi i due convivevano. Ho saputo della loro convivenza anche dal SANTORO. Devo anche precisare che per le vicende relative all’Hares ed anzi, in relazione ai miei rapporti con l’Hares, dovevo far capo, in prima battuta, proprio al PIRRO al quale spettavano le decisioni gestionali. Ho rivestito la qualifica di socio dell’Hares fino ad agosto 2014. Posso dire che il PIRRO era il gestore dell’associazione in quanto allo stesso mi rapportavo per qualsiasi comunicazione.”

La nascita della Hares è la dimostrazione, per la Procura, del pre-organizzato disegno di controllo dell’Ambito c8. Pirro, in questo modo, poteva disporre della cooperativa Agaphantus per il tramite del suo convivente Nicola D’Auria, della cooperativa In Vento di Nicola Santoro e della cooperativa Hares diretta da Melissari ma gestita, nella pratica, da Pirro.

Continua ancora Melissari: “Ho visto spesso il PIRRO presso gli uffici della cooperativa ed ho saputo dal SANTORO che si frequentavano assiduamente e che spesso il PIRRO andava a casa di SANTORO. Il SANTORO mi diceva che era lui a gestire la cooperativa In Vento facendomi capire che il PIRRO non aveva interessi. Devo però dire che si sono verificate delle situazioni che mi hanno fatto capire come il PIRRO si inserisse in alcune questioni che riguardavano la gestione della In Vento.  Già vi ho detto che fu PIRRO Roberto a scegliere Ida Romano come Case Manager, in sostituzione di Nadia Pietrangelo. Tale scelta era di competenza della cooperativa o ente che si era aggiudicato l’appalto per il servizio HCP e che l’ambito era tenuto soltanto a comunica all’INPS il nominativo. Ricordo anche che per le gestionali “ordinarie”, il SANTORO mi disse che tra i collaboratori da assumere a progetto per la gestione del progetto, vi era anche Mauro Scarciglia, persona indicata dal PIRRO. Anche per il progetto “Centro per le famiglie”, la In Vento assunse quale collaboratore a progetto altra figura indicata, per come riferitomi dal SANTORO, dal PIRRO. Anzi, ricordo che allorquando elaborammo il piano esecutivo del progetto, il SANTORO mi disse che tra i collaboratori da scegliere dovevamo conservare uno o due posti al PIRRO.”

Stando così le cose la Procura ha tratto le conclusioni: Pirro ha fatto vincere le gare alle sue cooperative con il consenso di Biagio Di Muro, ‘utilizzatore finale’ del rapporto appalti-voto di scambio che era diventato la regola fissa dell’ambito sociale c8.


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