Riforma processo civile, verso l’approvazione della negoziazione assistita per le cause di lavoro

Riforma processo civile, verso l’approvazione della negoziazione assistita per le cause di lavoro

Caserta. Nella riforma del processo civile, che a breve sarà messo in consultazione dal Ministero di Grazia e Giustizia, sarà inserita anche la negoziazione assistita per le cause di lavoro.
In realtà, va detto che il nostro ordinamento giuridico ha già vissuto una breve fase di applicazione di questo istituto allorquando nell’autunno del 2014, nell’ambito di un intervento di riforma dei giudizi civili, venne introdotta la negoziazione assistita con un perimetro che comprendeva, nella versione originaria, anche il diritto del lavoro e che considerava la negoziazione come condizione di procedibilità nelle liti di valore fino a 50mila euro. Dopo due mesi di applicazione, però, in sede di conversione del decreto legge, fu proprio la materia del lavoro ad essere esclusa grazie alla opposizione dei sindacati delle imprese e dei lavoratori che sollevarono forti perplessità sulla natura dei diritti coinvolti e sulla idoneità dello strumento a farli valere. Infatti la disciplina attuale delle cause di lavoro ammette la conciliazione, che però vede protagonisti le organizzazione sindacali sia dei datori di lavoro che dei lavoratori che garantiscono la “terzietà” delle parti coinvolte come condizione di imparzialità e tutela degli interessi rappresentati.
D’altro canto la negoziazione assistita, cosi come originariamente formulata, per poter essere azionata necessita di una procedura particolare che inizia con un invito formale rivolta da uno dei due litiganti all’altra parte ad aderire alla procedura. Se l’invito ad aderire viene accolto positivamente dalla parte che lo riceve, i legali e i loro assistiti firmano una convenzione con la quale si impegnano a tentare di risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza dei rispettivi avvocati e dove viene indicato il termine per risolvere la lite (non meno di un mese) e l’oggetto della controversia. Appare chiaro quindi che la negoziazione assistita, se non corredata di robuste semplificazioni e di interventi correttivi, rischia di diventare uno strumento farraginoso ed inconcludente nel caso in cui dovesse essere definitivamente applicato.
Pietro Monaco
Segretario provinciale di Confimprese

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