IL ‘REGALO’ DI DE LUCA AI CAVAIOLI. La Cementir ottiene la proroga per estrarre mezzo milione di metri cubi, De Michele e Iovino ‘beffano’ il consiglio comunale

IL ‘REGALO’ DI DE LUCA AI CAVAIOLI. La Cementir ottiene la proroga per estrarre mezzo milione di metri cubi, De Michele e Iovino ‘beffano’ il consiglio comunale
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Caserta. (O.S.). L’architetto Massimo Pinto, dirigente della Regione Campania ha firmato, venerdì 29 novembre, il decreto di proroga per le attività estrattive della cava Cementir. Tutto quello che riguarda le cave, a Caserta, assume, anche per una questione ambientale e di salute pubblica, una particolare importanza quindi è bene essere chiari. La Cementir, recentemente ceduta dal Gruppo Caltagirone a Italcementi, sta realizzando il piano di dismissione delle attività che prevede, oltre all’abbassamento del piazzale di cava di circa 3 metri, anche la completa messa in sicurezza e piantumazione delle aree industriali. Le attività estrattive sarebbero dovute cessare completamente entro il 31 luglio 2017.

La proroga, in sé e per sé, non è un grande danno. Il decreto della Regione fissa al 31 giugno 2019 la cessazione delle estrazioni. Venti mesi di attività per chiudere decenni di attività estrattiva che, al di là di quelle che possono essere state le compromissioni sulla salute dei cittadini di Maddaloni e Caserta, è stata in grado di divorare mezza collina aprendo una ferita difficilmente sanabile.

Difficilmente sanabile anche perchè tutta l’area della cava Cementir, compreso San Michele e il castello di Maddaloni si ritrovano fuori, a differenza di quello che capita alla vicina cava Luserta, da qualsivoglia perimetrazione dei due parchi tifatini: quello Diana Est Tifatino e quello Tifatino voluto dal comune di Caserta. Escluso anche il territorio di Valle di Maddaloni. Vale la pena di ricordare che uno dei piani alternativi a quello poi approvato in conferenza dei Servizi, prevedeva, per la Cementir, la possibilità di continuare le attività estrattive scavando un vero e proprio tunnel sotto i tifatini per aprire un nuovo fronte di cava nel comune di Valle di Maddaloni. Quanto questa fitta rete di interessi c’entri con le perimetrazioni dei parchi urbani, solo gli amministratori dei comuni interessati potrebbero raccontarlo.

Volendo invece restare al problema della proroga, se dal punto di vista squisitamente tecnico e ambientale non si tratterà di un grande sconvolgimento (nonostante i 507.345 metri cubi da cavare in questi mesi siano tanti), resta un problema tutto profondamente politico e profondamente casertano.

Restiamo però al fatto concreto e vediamo di esprimere un concetto chiaro partendo da una lettura precisa e dettagliata del provvedimento. Nel decreto approvato in Regione si legge, relativamente a quanto spedito in conferenza dei servizi dal comune di Caserta: “Preso atto, altresì: che quanto comunicato dal comune di Caserta con proprio prot. 114414 del 17 novembre 2017 circa la deliberazione assunta dal consiglio comunale avverso la Legge Regionale 22/17 che disciplina le istanze di proroga per le cave ricadenti in area di crisi ed in area Zac del Prae – a cui si riferisce l’istanza della Cementir Italia Spa – non possa essere assunto come determinazione negativa ai sensi dell’art. 14 bis, comma 3, della legge 241/90, non rappresentando un parere tecnico motivato sull’istanza oggetto della conferenza di servizi ma solo una volontà dell’organi politico in riferimento ad una norma regionale tuttora pienamente vigente”.

Adesso traduciamo il tutto per renderlo comprensibile anche agli amministratori del capoluogo. Il comune di Caserta era stato invitato alla conferenza dei Servizi assieme alle altre istituzioni interessate. Il comune è chiamato a presenziare, in teoria si presentano l’assessore all’Ambiente o il dirigente responsabile del Settore, per esprimere un parere relativo all’oggetto della convocazione, in questo caso la richiesta della Cementir di una proroga all’attività estrattiva. Al comune è richiesto un parere: cosa ne pensa il comune della proroga alla Cementir? A prescindere dal fatto che né Franco De Michele, assessore, né Marcello Iovino, dirigente, si sono presentati alla conferenza dei Servizi c’è da rilevare che il comune non ha risposto alla richiesta della conferenza dei Servizi. La risposta del comune, sarebbe interessante leggere questo protocollo del 17 novembre, è che il consiglio comunale aveva avviato un contenzioso legale con la Regione sulla legge regionale 22, in sostanza una ‘non risposta’ che fa scrivere al funzionario regionale che la nota non è accettabile come ‘determinazione negativa’ all’istanza presentata dalla Cementir.

In buona sostanza viene beffato l’intero consiglio comunale che all’unanimità, da anni, si va sbracciando contro le attività estrattive. L’ultima serie di accorati appelli anti estrazione, era arrivata in occasione dell’undici dicembre quando la capogruppo di Speranza per Caserta Norma Naim aveva riportato la questione cave in consiglio per chiedere all’amministrazione, viste le continue e unanimi attestazione di contrarietà alle cave, un ricorso contro la delibera di aggiornamento del Piano regionale sulle attività estrattive. La Naim, che per carità di Dio avrà pure il suo caratterino e non è dolce di sale quando ‘bastona’ la maggioranza, ha lavorato 40anni in Regione e l’undici dicembre scorso aveva spiegato come fosse importante presentare questo ricorso contro qualsiasi provvedimento, dalla delibera alle proroghe che riguardassero il territorio comunale di Caserta. La maggioranza ha ‘aperto’ alla consigliera Naim ma, stante anche gli evidentemente più qualificati pareri espressi in consiglio, si è deciso che bisognava attendere l’approvazione del nuovo Prae.

E qua la questione si complica due volte. Il termine per l’approvazione del nuovo Prae, da parte della Giunta Regionale, è fissato dalla stessa legge regionale 22, a domani, 31 dicembre 2017. Al momento non ci sono notizie sull’approvazione da Palazzo Santa Lucia. Mentre De Luca attende Godot, prima di comunicare quali sono gli aggiornamenti del piano regionale, le conferenze dei servizi stanno approvando le richieste di proroga avanzate dai cavaioli in tutta la Regione basandole su un Prae ormai arcaico. Una vera e propria ‘falla’ normativa che ha consentito, come aveva segnalato la Naim al consiglio comunale di Caserta l’11 dicembre scorso, di autorizzare prima ancora della Cementir un’altra azienda, operante nel comune di Castel di Sasso, dove, a differenza dei venti mesi casertani, i cittadini dovranno attendere altri 5 anni per la cessazione delle attività estrattive. Questo dovrebbe essere famoso ‘regalo di De Luca’ ai cavaioli di cui tanto si è sentito parlare negli ultimi mesi nella polemica politica regionale.

Va da sé che stiamo parlando di lana caprine visto che prima ancora del consiglio comunale dell’undici dicembre, l’amministrazione, il dirigente Iovino o l’assessore De Michele (o entrambi) non si sa, avevano già spedito la loro ‘non risposta’ alla conferenza dei servizi. A Caserta i consiglieri comunali si sbracciano a vuoto in Aula e dirigente e assessore ottengono il risultato opposto. Ma che li fate a fare i consigli comunali sulle cave che sono sfiancanti per i consiglieri che si sbracciano e per chi li deve raccontare senza produrre nulla di concreto?

Post Scriptum

Al momento ad essere soddisfatti per la proroga delle attività estrattive sono i lavoratori della Cementir che ringraziano i consiglieri regionali dell’impegno profuso per l’approvazione che consente loro di salvare il posto di lavoro. “Oggi è una giornata importante perché dopo tanti sacrifici e lotte politico – sindacali finalmente abbiamo ottenuto il famoso decreto dirigenziale che ci consentirà di cavare fino al 31 marzo del 2019 con il completo recupero ambientale fissato al 30 giugno 2019” ha dichiarato il Componente del direttivo ed RSU Filca-Cisl Campania, Santo Senneca.

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