Caserta. (O.S.). In attesa di conoscere quali sono le motivazioni con cui la Sezione di Controllo della Corte dei Conti ha bocciato il piano di riequilibrio modificato, dopo l’approvazione di quello firmato dal commissario prefettizio Maria Grazia Nicolò, dal sindaco Carlo Marino e dall’assessore Federico Pica basta tornare a sfogliare un po’ i provvedimenti approvati al comune di Caserta per capire, come mai, siamo finiti al secondo dissesto consecutivo.

I dirigenti e l’amministrazione tutta (consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza) guardano il dito e non la luna. Il dissesto nasce da una scriteriata gestione economica. Una scriteriata gestione economica si ha quando le gare d’appalto non si fanno preferendo la ‘proroga’, la ‘chiamata diretta’, il ‘cottimo’ o la ‘minigara a chiamata’, armi terribili nelle mani di Franco Biondi, Marcello Iovino, Giovanni Natale (e prima ancora di Sorbo, Mazzotti e Piscitelli) a cui va attribuita, senza alcun dubbio, la colpa del dissesto (insieme ai politici, ovviamente) visto che loro, le mani, ce le hanno direttamente sulla cloche del comando fin dai tempi del sindaco Luigi Falco.

In questi ultimi anni è stato ripetutamente ricordato, alle amministrazioni in carica, che una gestione del genere non poteva non condurre al secondo dissesto. E ora che Caserta, dopo essere stata sputtanata nelle classifiche di vivibilità, si ritrova con due piedi nella voragine del debito pubblico comunale questo modo di gestire le cose, diciamo pure un po’ troppo alla cazzo di cane (e scusate la volgarità), sarà stato archiviato? Manco per l’idea.

É impossibile che i vari Biondi, Iovino, Natale e compagnia cantante cambino la loro natura o siano diventati all’improvviso dei funzionari competenti e previdenti. E infatti, in questi giorni, si continua a scialare allegramente come se i magistrati della Corte dei Conti non valessero un cazzo. Ne vediamo solo 2 e, tafazzianamente, i casertani potrebbero tranquillamente cominciare a colpirsi le parti basse con una bottiglia di plastica.

La prima è la determinazione 1646 con cui il dirigente Biondi si appresta a spendere quasi 80mila euro per arredare l’asilo nido del Sant’Antida. Gara pubblica, trasparente e che, quindi, punta al rapporto migliore qualità/prezzo? Se non l’avesse apparecchiata Franco Biondi sì. Siccome il sindaco Marino lo tiene in carica si becca una ‘procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando’, una prassi già vista e che, al comune di Caserta, si trasforma spesso e volentieri in una chiamata diretta degli amici degli amici. E buona notte al Codice degli Appalti. Ma poi, viene fuori una domanda così, che sorge spontanea, il Sant’Antida non è stato recentemente acquistato da una azienda che ci ha aperto una scuola multilingue privata? Il comune paga gli arredi ma il Sant’Antida si mantiene in asse con quanto stabilito nel testamento di Francesco De Dominicis che donò la struttura alla città per farne un asilo gratuito per i piccoli casertani? Mistero…

Ancor più stupefacente è la determina 1663. Siamo sempre alla manutenzione scolastica e se ne occupa sempre il dirigente Biondi. In questo caso per procedere all’affidamento degli incarichi tecnici di progettazione per i lavori nelle scuole casertane, Biondi decide di utilizzare ‘diversamente i residui dei mutui in ammortamento con la Cassa Depositi e Prestiti’. Al di là della procedura adottata restano tutta una serie di domande che non ci si può permettere di non porre al dirigente, tanto per fare perchè non è che i dirigenti casertani rispondono. Di quali residui di mutui si tratta, dirigente Franco Biondi? Sono i soldi destinati alla commissione straordinaria di liquidazione (che sta ‘gestendo’, pure qua si potrebbe scrivere un libro sulle mostruosità di questo commissariamento, il primo dissesto) e citati anche dai Revisori dei Conti nei loro continui pareri? Chi saranno i beneficiari di questo spostamento di denaro che definire illegittimo è solo descrivere la realtà?

Ecco perchè, cari casertani, siamo finiti tutti nel baratro. Con questi dirigenti, con questa maggioranza e con questa opposizione (che proprio dorme come se i consiglieri vivessero a Berna e non pagassero il massimo delle tasse come tutti i casertani) arriveremo al quinto dissesto!