CASERTA (Red.Pol.) – Siamo alla galoppata finale. Mancano poche ore all’apertura dei seggi della Saint Gobain, che sarà popolata tra breve da decine di sindaci e consiglieri comunali di Terra di Lavoro. Al rush finale il candidato del centrosinistra, Carlo Marino, sindaco di Caserta, e Giorgio Magliocca, della più piccola, ma non meno determinata e determinante Pignataro Maggiore. Determinante come può essere ogni singolo comune e ogni consigliere comunale in questa partita a scacchi tra i 1200 amministratori per 90.000 voti ponderati. Ieri il vice presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, ha tirato la volata finale proprio a Marino, dal Teatro Cimarosa di Aversa, riscaldato dai sostenitori del primo cittadino casertano e da Stefano Graziano, protagonista e tra i principali sponsor dell’iniziativa. In prima fila anche gli altri consiglieri regionali della maggioranza di Vincenzo De Luca, Gennaro Oliviero, Giovanni Zannini, Alfonso Piscitelli, Luigi Bosco. Assenti giustificati i rappresentanti istituzionali del Pd, Caputo, Picierno, Capacchione, Esposito e il commissario dem, Mirabelli, i primi due a Bruxelles, gli altri alle prese con le frenetiche  attività parlamentari di questi giorni. Così Marino, dato dai più per favorito in questa vigilia del voto, “La provincia che immagino è una provincia che ritrovi un forte orgoglio, un grande senso di appartenenza che le consenta di schiodarsi dagli ultimi posti in cui staziona in ogni classifica che riguarda la qualità della vita. Per fare ciò occorre ritrovare quel link con la comunità, la fierezza di un legame con una terra meravigliosa quale la nostra, ricca di difficoltà ma anche di risorse e di opportunità. Una delle mie assolute priorità sarà rimettere in sesto il comparto dell’educazione e dell’istruzione, con particolare riferimento alla complessa situazione del sistema di edilizia scolastica. . Vogliamo scuole sicure per i nostri figli su tutto il territorio provinciale. Immagino una provincia che sia capace di sfruttare al meglio l’immenso potenziale turistico di cui dispone, grazie ad una eccezionale varietà sotto il profilo della morfologia territoriale e del suo patrimonio artistico-culturale. Penso al valore ancora non completamente espresso da parte del Litorale Domitio, un unicum a livello nazionale, con 43 km di costa ininterrotta di rara e unica bellezza. Oltre al Litorale penso ai monti del Matese, alle eccellenze enogastronomiche delle colline della zona caiatina o della Valle di Suessola. Il tutto da mettere in rete con i 35 musei presenti su tutto il territorio provinciale, meno noti dei nostri straordinari beni Unesco quali la Reggia, il Belvedere di San Leucio e l’Acquedotto Carolino. Una provincia che recuperi le sue eccellenti capacità produttive, che riagganci il treno della ripresa economica, estendendo il buon esempio fornito da alcune eccellenze imprenditoriali che sono state capaci non solo di resistere alla crisi, ma addirittura di ampliare le loro capacità di produzione e di espandersi. Penso alle tante aree industriali che esistono sul nostro territorio e alla necessità di supportare in maniera concreta chi decide di investire in Terra di Lavoro.

Altrettanto carico è Giorgio Magliocca, tornato in campo a pieno titolo sulla scena politica provinciale, dopo la rielezione a Pignataro Maggiore.

“Abbiamo recuperato il gap con Marino ed il centrosinistra e abbiamo già acceso la freccia per il sorpasso. La mia è una candidatura al servizio di questo territorio, quello che proveremo a fare sarà un sacrificio. Il 12 ottobre parleremo di un altro risultato, il mio è l’ottimismo della ragione. Sto girando la provincia di Caserta per incontrare i consiglieri comunali, è fondamentale il contatto diretto con gli amministratori. Conosco bene le dinamiche del nostro territorio dopo dieci anni di esperienza da consigliere provinciale. La mia collocazione politica è ben nota, così come la mia storia personale, eppure posso dire a gran voce che la mia è la candidatura di chi ogni giorno si confronta con i problemi e i bisogni del nostro territorio. La mia candidatura è sostenuta da 250 amministratori di ogni estrazione politica perché ho sempre dimostrato sul piano amministrativo di poter e saper governare con tutti. Per questo, da candidato desidero rivolgermi a tutti.”

Il dopo Lavornia è ormai al termine, ancora poche ore e Terra di Lavoro avrà il suo nuovo Presidente. Rimaniamo in attesa.