Orrore a Mondragone, ecco come i pedofili adescavano i baby prostituti sul lungomare

Orrore a Mondragone, ecco come i pedofili adescavano i baby prostituti sul lungomare

Mondragone (Maria Assunta Cavallo). “Appartamenti privati e strutture alberghiere che offrivano un posto a chi voleva consumare del sesso con minori, una organizzazione criminale, non un fenomeno da strada limitato a pochi adolescenti”, parole forti e rabbiose usate dagli ospiti della trasmissione di Rai uno, “storie italiane”, condotta da Eleonora Daniele riguardo alla vicenda della prostituzione minorile sul lungomare di Mondragone. Ce ne eravamo occupati anche noi qualche tempo fa, avvertendo anche le istituzioni di quanto accadeva sotto gli occhi di tutti, una indiscrezione che non aveva fatto sobbalzare nessuno, anche quando avevamo riferito di cosa accadeva ai ragazzi ospiti nella struttura, vicino alla taverna del capitano. Il popolo della notte più spesso ci aveva segnalato la presenza di questi ragazzi in zona macello a tarda notte in attesa del cliente di turno. Ragazzi che sfuggivano al controllo di chi doveva vigilare su di loro e che chissà per quali motivi, non dava mai l’allarme. È bastato che una trasmissione Importante affrontasse il tema, da far scoppiare una bomba. Evidentemente la comunicazione “potente” fa più eco. Alla corte di mamma Rai stamattina sono stati chiamati all’appello: il Comandante dei vigili Antonio Di Nardo, la polizia di stato ed il tenente Galizia del Comando Compagnia Carabinieri di Mondragone. Mancava solo il Sindaco e l’Amministrazione tutta e si era al completo. In questi ultimi mesi non sono mancate le dirette Facebook per il sovraffollamento, e non si è fatto altro che parlare di questo, ma nessuno ha mai abbozzato una diretta su altri tipi di sovraffollamento, vicini ad un fenomeno di grande portata che ha avuto come complice gli affitta camere in nero, che garantivano un luogo sicuro ed anonimo. Ed ci è voluto poco tempo agli inviati Rai, per riprendere in diretta TV, ed in pieno giorno, un ragazzino che dopo alcuni minuti di conversazione è stato adescato da un uomo arrivato in auto, per poi allontanarsi con lui. Oggi tutti gridano allo scandalo, all’assenza degli assistenti sociali, del Comune di Mondragone che dovrebbe costituirsi addirittura parte civile e all’assenza delle scuola. Il codice di adescamento era sempre lo stesso: lampeggiare con i fari, appena si individuava la preda, in modo da far capire subito, che si cercava qualcosa di diverso. Clienti per lo più anziani non solo provenienti dalle zone limitrofe, ma anche locali. Minori e pedofili alla luce del sole anche “all’aria che tira” di la 7, che descrive La città rivierasca come il paese dalle poche opportunità di lavoro, e dove a pochi passi dal centro ci sono minorenni che vivono ai margini della strada e che fanno parte del mercato minorile del sesso. Anche qui viene ripreso un adescatore mentre contratta la tariffa con il minore. Un documento prezioso e drammatico entrato nelle case di tutta Italia e dove ora non si può più far più finta di non guardare e di non sapere. Intanto, da oggi pomeriggio la città litoranea è presidiata da pattuglie delle forze dell’ordine che tengono sotto controllo ogni movimento strano ma, soprattutto, hanno acceso i riflettori sul percorso “deviato” che porta in via Stercolilli e lungo la strada oramai definita del sesso a pagamento. Seguiremo attentamente la vicenda, come d’altronde abbiamo fatto fino ad oggi, calandoci nei panni dei tanti mondragonesi preoccupati per la sorti della loro tanto amata città.

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