OMICIDIO LONGOBARDI. Arrestato il killer, si tratta di Manzilli. Incastrato dalle intercettazioni telefoniche

OMICIDIO LONGOBARDI. Arrestato il killer, si tratta di Manzilli. Incastrato dalle intercettazioni telefoniche


MONDRAGONE – E’ stato bloccato nella notte, a Napoli dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Mondragone – che lavorano incessantemente da oltre una settimana – il killer di Ferdinando Longobardi.

Si tratta di Luigi Pellegrino, arrestato di aver sparato a Ferdinando Longobardi. Il blitz è scattato intorno alla mezzanotte. I militari dell’Arma hanno seguito la madre del ragazzo che si dirigeva verso Napoli a bordo della sua autovettura, dove il figlio si nascondeva dalla sera dell’omicidio.

E’ stato incastrato dalle intercettazioni telefoniche in quanto avrebbe parlato a telefono della vicenda con più di un familiare.

In questi minuti si trova ancora presso la caserma dei carabinieri di Mondragone sotto interrogatorio. Seguiranno aggiornamenti. SEGUITECI!!!
ECCO IL COMUNICATO UFFICIALE DEI CARABINIERI
MONDRAGONE – Nella tarda serata dell’11 settembre 2019, i Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Luigi OTTAVIO MANZILLI, 33enne, di Mondragone, ritenuto il responsabile dell’omicidio di Ferdinando Longobardi, avvenuto il 4 settembre u.s. in Mondragone, su cui procede la Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia.
I Carabinieri, nell’immediatezza del fatto, hanno raccolto una serie di testimonianze, filmati e elementi investigativi che hanno ristretto il campo dei possibili sospettati in pochissimi individui, tutti residenti nell’area del litorale domizio. I successivi approfondimenti e le ulteriori escussioni testimoniali hanno poi indirizzato le ricerche nei confronti del citato 33enne, il quale, immediatamente dopo l’azione delittuosa, ha fatto perdere le proprie tracce.
L’attività investigativa, condotta attraverso i metodi tradizionali di indagine, ha permesso di individuare in alcuni familiari dell’OTTAVIO MANZILLI una serie di possibili favoreggiatori della sua irreperibilità. Proprio attraverso il pedinamento di uno di questi, la sera dell’11 settembre u.s., i militari hanno individuato il rifugio del presunto omicida in un albergo ubicato tra i Comuni di Quarto e di Pozzuoli.
L’irruzione nel nascondiglio (una camera della suddetta struttura ricettiva ubicata al piano rialzato con diverse uscite laterali e posteriori), ha visto impiegati più di 20 carabinieri, i quali con giubbotti antiproiettile e armi in pugno si sono contemporaneamente introdotti all’interno della stanza da più parti, sorprendendo e bloccando il ricercato, che, probabilmente confuso dalla celerità dell’intervento, non è riuscito ad opporre alcuna resistenza.
Il delitto, maturato in un ambiente particolarmente intriso di criminalità e di legami con i sodalizi criminali locali, è l’epilogo di una serie di dissidi tra la vittima e il sospettato le cui motivazioni sono tuttora in corso di accertamento.


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