Maddaloni (Angela Santonastaso). “Ho avuto un miracolo”. A parlare è Maria Pipola, la 47enne di Maddaloni operata al fegato dopo un lungo travaglio iniziato dal 2015, presso l’ospedale Molinette di Torino (per leggere l’articolo CLICCA qui) . “”In un primo momento, sono stata aiutata dai medici dell’ospedale civile di Caserta, in particolare dal dottor Piai e dal dottor Salizzoni che avendo capito l’entità del problema le hanno consigliato di andare all’ospedale Molinette di Torino dotato di tecnologie più avanzate per affrontare la malattia. Nel periodo in cui sono stata assistita a Caserta ho ricevuto appoggio e sensibilità ma lo stesso è avvenuto all’ospedale di Torino”.  Nonostante infatti le criticità di salute in cui verteva Maria la speranza di poter combattere la malattia e ritornare ad essere moglie e mamma attiva non è mai mancata. “Non mi sono mai sentita sola, a Tornino mi hanno seguita il dott. Ortobonni e il dott. Terroni che nel 2015,  anno in cui è iniziato ad acuirsi il mio problema, subito mi hanno sottoposta ad interventi di clips attraverso nuove tecnologie di cui è dotata la struttura. Purtroppo, dal 12 gennaio, rientrata a casa, la mia situazione si è sempre più complicata: avevo febbre alta,  pustole, secrezioni di bile. La situazione comunque è rimasta incontrollata  soprattutto quando dietro al collo è fuoriuscito un batterio che si espanso per tutto il corpo, anche in bocca. A quel punto sono stata costretta a rientrare a Torino dove mi hanno sottoposta a cure forti tra cui la somministrazione del Merapenem, antibiotico utilizzato per malattie gravi ed infezioni epatiche”. Le spese di questo antibiotico sono molto elevate, la Regione Campania non ha avuto le disponibilità economiche per erogare la cura, cosa che invece ha potuto fare l’ospedale di Torino. “Per questo motivo, sono stata costretta a rimanere a Torino, affittare una casa, trasferire una parte della famiglia, marito e due figli  e un altro è rimasto a Maddaloni. Questo travaglio ha avuto il suo culmine il 10 ottobre quando poi hanno potuto operarmi. I primi due interventi sono stati lunghissimi, per la mia famiglia sono state ore interminabili di ansia e apprensione. Durante il secondo intervento hanno dovuto collegare il tubo biliare al colon per evitare che in caso di problemi possano ripresentarsi altri problemi al fegato nuovo. Invece, per il terzo intervento, posso parlare di miracolo. Avevo 7 ernie di grandi dimensioni, le speranze che uscissi viva da quell’intervento erano di 1 su 3. I medici chiesero a mio marito se potevano procedere e che il massimo di vita auspicato sarebbe stato una settimana”.  Un marito che non si è mai allontanato dalla moglie, sostenendola con tanto amore e che pur di vederla un’altra settimana ha chiesto ai medici comunque di procedere, affidandosi al Signore. L’operazione inaspettatamente è riuscita: “un miracolo” – grida la signora Maria  che non ha mai perso la  speranza, che solo l’amore della vita, della famiglia e soprattutto la grande fede le ha permesso di avere coraggio affidandosi e combattendo contro una malattia che inizialmente voleva prevalere su di lei ma che alla fine, si può dire, è stata miracolosamente sconfitta.