Maxi sequestro alla Dhi di Di Nardi

Maxi sequestro alla Dhi di Di Nardi

Pastorano. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 4 milioni di euro emesso dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – su richiesta della citata Procura – avente per oggetto disponibilità finanziarie della “DHI DI NARDI HOLDING INDUSTRIALE S.p.A.”, esercente l’attività di “raccolta dei rifiuti solidi non pericolosi” con sede in Pastorano (CE), nonché il patrimonio personale dei rappresentanti legali pro-tempore.
L’adozione della misura cautelare, che fa seguito ad altri due sequestri operati nel 2017 sempre nei confronti della medesima società, è intervenuta a seguito dell’esecuzione di specifiche indagini delegate alla Guardia di Finanza, che hanno consentito di accertare che la società aveva omesso il prescritto versamento di ritenute fiscali certificate nonché dell’IVA anche per gli anni di imposta dal 2014 al 2016, in attuazione di un disegno criminoso che ha determinato nel tempo un’ingente evasione fiscale.
Nel corso dell’esecuzione de decreto sono state inizialmente sequestrate le risorse finanziarie liquide presenti nei conti bancari societari per oltre 380mila euro e successivamente sono stati aggrediti i beni personali degli indagati. Nei confronti di Alberto Di Nardi, 37 anni, rappresentante legale della Dhi Di Napoli Holding Industriale spa. In particolare gli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza hanno consentito di dimostrare un evidente abuso dello strumento giuridico del trust, atteso che i beni conferiti sono rimasti comunque di fatto nella disponibilità di Di Nardi che in questo modo aveva solo formalmente trasferito ne trust i beni personali con l’evidente scopo di schermare mediante un soggetto interposto il suo patrimonio proprio al fine di eludere l’esecuzione delle misure cautelari reali che avrebbero potuto essere emesse a suo carico a fronte dei reati tributari per cui era stato ed è tutt’ora indagato.
La Guardia di Finanza ha sequestrato i beni nella disponibilità dei rappresentanti legali che sono subentrati a Alberto Di Nardi, ovvro Pasquale Lagnese, classe 1981, con riferimento al periodo di imposta 2015, e Alessandro Di Nardi, classe 1952, padre di Alberto con riferimento al periodo di imposta 2016.
La Finanza ha sottoposto a vincolo cautelare tre appartamenti, un locale commerciale, un ufficio, un’autovettura, pacchetti azionari di due società e rapporti finanziari per un valore complessivo di 1 milione e 800mila euro.

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