MAMMA E FIGLIA TROVATE MORTE A CASTEL VOLTURNO. La Procura della Suprema Corte invoca il processo per Salvatore Di Maiolo

MAMMA E FIGLIA TROVATE MORTE A CASTEL VOLTURNO. La Procura della Suprema Corte invoca il processo per Salvatore Di Maiolo

CASTEL VOLTURNO – Sembra una storia infinita che ha destato scalpore anni fa a Castel Volturno, ma che oggi è stata quasi dimenticata, così come è stata abbandonata la casa degli orrori di Baia Verde, lì dove furono trovati sepolti in un intercapedine i resti di Elisabetta Grande e sua figlia Maria Belmonte.  Dal 2004 non si avevano più notizie di loro. Dopo un blitz della polizia nell’abitazione dove  era rimasto a vivere da solo Domenico Belmonte, marito e padre delle due donne, medico ultrasettantenne che fu direttore del centro clinico del carcere napoletano di Poggioreale. L’uomo fu accusato di sequestro di persona, duplice omicidio e occultamento di cadavere. Nel frattempo fu  indagato ma libero, invece, Salvatore Di Maiolo, marito separato di Maria Belmonte. Sin dall’inizio il pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere che condusse le indagini,  Silvio Marco Guarriello  era convinto che i due uomini avrebbero ucciso le due donne e avrebbero fatto sparire i corpi seppellendoli in casa, e poi avrebbero continuato più o meno regolarmente la loro vita, frequentandosi quasi quotidianamente e condividendo l’inconfessabile segreto uniti da una inedita alleanza. Perché solitamente dove c’è un marito o ex marito omicida, c’è un padre della vittima che chiede giustizia, e dove c’è una donna scomparsa – in questo caso addirittura due – c’è un marito che si batte per ritrovarla, anche se i recenti casi di Roberta Ragusa e di Lucia Manca sfuggono a queste dinamiche. Nella storia di Elisabetta e Maria, invece, nessuno ha fiatato per anni. Non Belmonte, che non ha mai denunciato la sparizione di moglie e figlia e ora dice di non averlo fatto «perché si sono allontanate volontariamente e perché ritengo che ciò sia una cosa vergognosa per un uomo»; non Di Maiolo, che dice: «Dopo la separazione (nel 2001, ndr ) non ho mai avuto la curiosità di incontrare o di parlare con la mia ex suocera o con la mia ex moglie». E non hanno fiatato nemmeno i vicini, pure se da un giorno all’altro non hanno più visto quelle due donne che stavano aprendo in paese un negozio di detersivi e ne avevano parlato in giro per raccogliere un po’ di clienti.

È una storia che si è consumata in un silenzio inspiegabile almeno dal 2004 – presumibilmente l’anno della scomparsa, perché dal mese di luglio non ci sono più stati prelievi dal conto corrente cointestato a mamma e figlia, sul quale è stata regolarmente accreditata la pensione della più anziana e che aveva raggiunto  un saldo attivo di 140 mila euro – fino all’ottobre del 2009, quando Lorenzo Grande, fratello di Elisabetta, ne denunciò la scomparsa ai carabinieri. Tre anni di accertamenti che non hanno portato a niente, fino alla perquisizione nel 2012, dopo che della vicenda si era occupata la trasmissione Chi l’ha visto?

Dopo tanti anni Salvatore Di Maiolo è ancora nel mirino della Procura, convinta che debba essere processato per la morta di Elisabetta e Maria. Il gup di Santa Maria C. V. sentenziò un anno a carico del genero di Domenico Belmonte il non luogo a procedere. I pm hanno nel contempo presentato ricorso in Cassazione. L’ex marito di Maria, assistito dall’avvocato Nando Letizia, quindi per la procura va processato. Proprio il Procuratore Generale della Suprema Corte ha chiesto ieri mattina di annullare il proscioglimento e rinviare gli atti ad un altro gup.

 

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