Maltrattamenti all'asilo

Mondragone (Maria Assunta Cavallo). Un bambino diversamente abile di otto anni è stato strattonato dall’insegnante di sostegno, montano le polemiche. L’episodio è accaduto all’interno scuola primaria, plesso Fantini del II Circolo di Mondragone. A finire nella bufera una maestra dell’agro aversano, immessa in ruolo quest’anno, è che quella mattina avrebbe perso la pazienza “strattonando energicamente il bambino per un braccio e ferendolo”.  A denunciare l’episodio la mamma del piccolo, Pasqualina Pacifico che solo la sera avrebbe saputo da suo figlio, quanto successo a scuola. “Il 14 marzo scorso, mio figlio D. mi disse che la sua maestra lo aveva picchiato. Volevo non credere a quello che mi stava riferendo, fino a quando non mi ha mostrato la spalla con evidenti segni di unghie nell’incarnato. Il giorno dopo mi sono recata a scuola e ho chiesto informazioni su cosa fosse realmente successo all’insegnate di classe, la quale confermava la versione di D. Ovviamente davanti a tale affermazione, ho perso la calma, soprattutto perché la scuola non solo aveva l’obbligo di chiamarmi nella immediatezza dei fatti, ma anche di chiamare i carabinieri”. Con voce intrisa di rabbia, Pasqualina continua il suo racconto :  “Questa insegnante purtroppo non è mai riuscita ad entrare in empatia con mio figlio, che a seguito di quanto subito, piange perché non vuole più andare a scuola e di conseguenza sta avendo anche difficoltà nell’apprendimento . La scuola a mio parere, doveva agire in modo diverso, allontanando immediatamente la docente dalla classe. Mi sono fidata delle parole della Dirigente scolastica che mi ha esortato a non denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine poiché avrebbe risolto la situazione al più presto”. Questa mamma ci riferisce anche di non aver sporto per ora, nessuna denuncia. “Probabilmente avrò sbagliato – aggiunge Pasqualina – ma ho avute delle remore nell’accompagnare mio figlio in Ospedale per evitargli un ulteriore choc”. Pasqualina ha però presentato alla dirigente scolastica del II Circolo, una narrazione completa dei fatti accaduti anche se, secondo la donna, le sarebbe stato consigliato di scrivere una versione diversa, ovvero che la docente avrebbe preso il bambino per le spalle senza ferirlo. Diversa è la replica della Dirigente Scolastica Dott.ssa Di Lorenzo che afferma innanzitutto di aver avviato un procedimento per fare chiarezza su quanto accaduto quel giorno, e di non poter fornire ulteriori notizie per rispetto delle persone coinvolte. “L’unica cosa che mi sento di poter dire – aggiunge la dirigente scolastica – che ho invitato la Signora Pacifico a relazionare sui fatti, con la dovuta calma e con la dovuta riflessione, ma la Signora, non avendo tempo nei giorni a seguire per motivi di lavoro, ha preferito farlo subito. Era tranquilla e serena quando l’ ho ascoltata in presenza di testimoni e parlava di mancata empatia tra il bimbo è l’insegnante. Io mi sento anche di poter dire, atteso che la priorità assoluta sono gli alunni che vengono affidati alla mia tutela e alla mia scuola, che mi sono attivata nell’immediato, facendo tutto ciò che la norma prevede in questo caso. Anzi, le dirò di più, la norma prevede 30 giorni di tempo per fare ciò che è di mia competenza, ma io ho agito nell’arco di un paio di giorni, alla luce di quello che la madre del bambino ha ritenuto di scrivere in piena coscienza ed in piena libertà. È forse una situazione che si vuole anche ingigantire, e non me la sento, per quanto stia seguendo in maniera precisa e puntuale tutto questo, di esprimermi nei termini di come la signora si è espressa, parlando appunto di aggressione. Io sarò la prima giudice implacabile laddove non ci sia in maniera meritata una difesa. Tutto quello che è avvenuto è sicuramente successo in presenza di testimoni, e ripeto, la signora ha rilasciato in maniera libera, una sua dichiarazione, in merito all’accaduto, senza riportare quello che in questo momento sta sostenendo. Nessuno le ha suggerito nulla, anzi è stata lasciata libera di poter scrivere quello che meglio riteneva. Mi dispiace di non poter aggiungere altri dettagli che forse potevano ritornare utili, ma essendoci in corso un procedimento, questo non mi da la libertà di poter fornire ulteriori dettagli”. la Dottoressa Di Lorenzo profondamente amareggiata per la vicenda, conclude dicendo che la scuola ha fatto tutto quello che prevede la norma soprattutto perché i bambini che vengono affidati all’Istituto, godono di tutela assoluta da parte del personale scolastico. “Va precisato che un solo episodio non può e non deve penalizzare o buttare fango su una intera Istituzione che veramente fa tanto, e a cui viene giornalmente riconosciuto il ruolo di Comunità educanda dall’intero territorio, in termini di ampliamento dell’offerta formativa, e per l’attenzione che si ha verso i minori”. Fermo restando che di fronte ad evidenti lesioni,  i genitori hanno il dovere di denunciare alle forze dell’ordine ogni forma di violenza di cui i propri figli possono essere vittime. Auspichiamo che al più presto possa essere fatta chiarezza su una vicenda che coinvolge un bambino diversamente abile e che dovrebbe godere di un diritto inalienabile: la serenità. Ogni adulto dovrebbe inoltre garantire al bambino un luogo sicuro, armonioso e confortevole.