LUDOBUS, QUESTO SCONOSCIUTO. La storia del servizio ‘fantasma’ messo in piedi da Roberto Pirro e Biagio Napolano. Le intercettazioni e le testimonianze dei funzionari di 6 comuni

LUDOBUS, QUESTO SCONOSCIUTO. La storia del servizio ‘fantasma’ messo in piedi da Roberto Pirro e Biagio Napolano. Le intercettazioni e le testimonianze dei funzionari di 6 comuni

Santa Maria Capua Vetere. (O.S.). In un precedente articolo ecaserta vi ha illustrato come prende forma, per la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, la trama criminale che coinvolge Biagio Napolano relativamente alle vicende ‘Ludobus’ e ‘Babysitting’ (CLICCA QUI per leggere). Pirro, secondo i magistrati, riesce a fare in modo che le gare siano sistematicamente e preventivamente distribuite tra i benefattori elettorali del primo cittadino. Nella gara per i servizi in questione si presenta solo la cooperativa cui è legato Biagio Napolano. Ad illustrare l’andamento della gara sono Carmine D’Amore, funzionario comunale, e Diego Mellissari, collaboratore della cooperativa ‘In vento’.

Molto più interessante vedere come il servizio ‘Ludobus’ sia rimasto fermo al palo e recuperato, in maniera alquanto goffa, solo parecchi mesi dopo l’avvio delle indagini che tanto preoccupava Pirro e Napolano  (CLICCA QUI per leggere). A svelare la trama contribuisce un intercettazione captata dalle microspie piazzate nell’Ufficio di Piano del comune di Santa Maria Capua Vetere. E’ il primo di Aprile del 2015 e con il dirigente Pirro ci sono Carmela Fusco, Gina De Simone e Salvatore Coppola. Plasticamente è Pirro ad ammettere, mentre si parla di Napolano e del servizio ‘Ludobus’: “è un’attività che non si fa”. Gli inquirenti non si accontentano della voce di Pirro, potrebbe essere un pesce d’Aprile. Si mettono quindi ad interrogare i responsabili delle politiche sociali dei comuni dove il servizio ‘Ludobus’ doveva essere attivato.

A nove giorni di distanza da quell’intercettazione, il 10 aprile 2015, viene sentito Giuseppe Turriziani, responsabile del settore amministrativo e servizi generali del Comune di Capua. “Assolutamente no. Nel Comune di Capua posso assicurare che un servizio del genere, né nel 2014 né fino ad ora, è stato mai svolto. Si tratterebbe di una tale innovazione che sicuramente dovrei averne viva la memoria. Un servizio di ludoteca ambulante poi, necessiterebbe della dovuta programmazione, degli itinerari da seguire, degli accordi con il personale della Polizia Municipale e soprattutto della necessaria pubblicità per il coinvolgimento dell’utenza a cui il servizio sarebbe dedicato, interessando scuole, oratori ed altri enti e luoghi in cui si radunano i possibili fruitori del servizio.”

Il 14 aprile tocca a Maria Luisa Valle dell’Ufficio di Piano di Sparanise: “posso tuttavia riferire, con certezza assoluta, che il servizio “Ludobus” nel Comune di Sparanise, non è stato mai svolto perché l’ambito C5 non ha mai informato questo ambito di programmi nel senso. E’ doveroso tenere conto che, qualora una ludoteca ambulante giunga nel territorio, è obbligatorio per noi informare la Polizia Municipale e soprattutto informare la popolazione per consentire ai probabili destinatari del servizio, di poterne fruire.”

Il 28 aprile viene convocata Anna Maria Riccio, assistente sociale del Comune di Pignataro Maggiore: “posso dichiarare con assoluta certezza che questo servizio, nel Comune di Pignataro Maggiore, ma ritengo in tutti i Comuni dell’ambito, non sia stato affatto svolto. Qualora l’ambito avesse deciso di rendere pratico questo servizio, avrebbe dovuto indicarci le date e le ore di nostra pertinenza per consentirci di informare la popolazione (scuole, parrocchie, centri di aggregazione vari), di informare il comando vigili urbani per i consequenziali servizi di viabilità nonché di individuare le piazze, le strade ed i posti in cui sarebbe stato possibile svolgere il servizio.”

Il 15 gennaio 2016 dicono la loro Amelia Antropoli, responsabile del settore affari generali del comune di Bellona, e Maria Regina Antropoli, pari ruolo al comune di Vitulazio. Nessuno dei due comuni ha mai visto passare il ‘ludobus’ finanziato dall’ambito sociale guidato da Pirro.

Unico caso di iniziativa collegata al progetto ‘ludobus’ si registra al comune di Curti. Lo racconta la responsabile del procedimento dei servizi sociali Carmela Limardi sentita il 21 luglio 2015. Il ‘ludobus’ è passato da Curti il 7 luglio 2015. Questo il racconto reso agli inquirenti:

Domanda: Conosce il servizio Ludobus e può indicarci se, nel territorio di sua competenza, è stato svolto?-

Risposta: Si, ho conosciuto il citato servizio pochi gironi fa, precisamente  verso le fine del mese di giugno (ndr 2015) , allorquando ho ricevuto, dalla cooperativa ATTIVARCI, una missiva con la quale venivamo informati, come Comune, della possibilità di fruire del servizio Ludobus, rivolto a bambini di età compresa tra i 3 ed i 12 anni e consistente in un servizio itinerante con finalità ludiche. Una volta investita, come responsabile del settore di competenza, ho provveduto ad organizzare il servizio, evitando di farlo svolgere in una piazza,  come richiesto dalla Cooperativa, e sfruttando la struttura delle Suore dell’Opera Ventrone, suore Angeliche, con sede in Curti alla Via Piave n. 37, onde consentire ai bambini di usufruire di un luogo più consono a tali attività. Ho altresì fruito dell’iniziativa che si svolge presso la citata struttura, da ben 25 anni, denominata “Estate a Curti”, in maniera da assicurare il massimo coinvolgimento possibile di utenti. Una volta ricevuta la disponibilità dalla suore, ho fatto in modo che i due enti si relazionassero per definire i dettagli del servizio che è stato effettuato il giorno 07.07.2015 ed ha sortito un gradimento notevole da parte dell’utenza.—-//

Domanda: Sa indicare come si è svolto il servizio?—-//

Risposta: Sebbene io non sia andata all’iniziativa, ho appreso da alcune mamme che la cooperativa ha messo a disposizione dei bambini cartelloni da colorare, attività ludiche di vario tipo, giochi di gruppo ed altro. Non posso essere più precisa in merito. Premetto che abbiamo divulgato e pubblicizzato, sia noi che le suore, il servizio indicato, proprio al fine di dare massimo risalto all’iniziativa. Come Comune ho provveduto ad informare, solo verbalmente a mezzo telefono, le PROLOCO, l’Azione Cattolica. Non ricordo che sia stato il mio interlocutore. Non sono stati stampati volantini, manifesti o altro, da noi, come Comune. Non so se la cooperativa lo abbia fatto. L’unico volantino che parla di questa iniziativa è quello che mi ha trasmesso la cooperativa ma è relativo al Comune di Capua, quindi inutilizzabile.—–/ 

Domanda: Prima della nota di cui ci ha parlato, trasmessa dalla cooperativa, ha mai ricevuto dall’ambito territoriale di S. Maria C.V., altre comunicazione riguardo il predetto servizio di “Ludobus”?——//

Risposta: Come detto, svolgo questo servizio dal 1980 ed è stata la prima volta che ho ricevuto documenti riguardanti il progetto “Ludobus”. Mai prima di quella nota ho sentito parlare di questo servizio.——//

Quindi in tutto l’ambito sociale non si era mai sentito parlare del servizio di ‘ludobus’ attivato, nella seconda metà di giugno 2015 nel solo comune di Curti nell’unica giornata di attività del 7 luglio. Non è sfuggito agli inquirenti che l’attivazione del servizio è sospetta: da tempo Pirro, Napolano e gli altri sono ‘ascoltati’ dalla Procura. In quei mesi di indagine il ‘comitato d’affari’ si agita e tenta, goffamente, di erogare i servizi per poter ‘attestare’ che i versamenti siano stati effettivamente spesi e ‘non proprio’ regalati. Vedremo in un prossimo articolo l’attivazione, se così si può dire, del programma gemello a quello del ‘ludobus’: il servizio di “babysitting”. Il solo dato finale delle indagini dovrebbe far riflettere. Su 28 gruppi familiari beneficiari solo 3 rispondevano ai requisiti del bando approvato da Roberto Pirro.

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