Giuseppe Maria, arrestato lunedì dai Carabinieri di Caserta

CASERTA (O.S.) – “Età compresa tra i 20/30 anni, alto 1.65/1.70 m., corporatura leggermente robusta, capelli biondo scuro corti, occhi scuri con tatuaggi su entrambe le braccia… forse un fiore ed una piccola coccinella sul braccio destro”. Questa la descrizione sommaria di Giuseppe Maria fatta ai Carabinieri dal transessuale Nailson Esquivel de Jesus che conosceva anche la provenienza del 31enne, Marcianise, e la pena a cui era stato condannato il padre, quella degli arresti domiciliari. Informazioni che lo stesso giovane aveva fornito alla trans durante uno dei prelievi di contanti notturni. Giuseppe Maria è stato arrestato lunedì insieme agli altri componenti di quella rete che, secondo gli investigatori, gestiva il racket della prostituzione consumata tra i marciapiedi di piazza Garibaldi, via Vivaldi e le siepi di piazza Carlo III, a 3 passi dalla Reggia. Sull’altro esattore, identificato dal trans come Michely, non sapeva nulla. La descrizione fisica, però, è dettagliata e accompagnata dalla granitica certezza che se lo avesse visto in foto sarebbe stata in grado di riconoscerlo. L’indagine è stata avviata così: due descrizioni fisiche, il numero di cellulare da cui Giuseppe Maria contattava le vittime dell’estorsione, e ancora la targa dell’auto utilizzata da Giuseppe e Michely per raccogliere il denaro.  I risultati sono chiari. Il cellulare è intestato al padre di Giuseppe Maria, Vincenzo mentre l’automobile appartiene a Michele Zampella. Zampella e Maria non erano sconosciuti alle forze dell’Ordine. Niente di ché per la verità. Erano solo stati controllati insieme dalle volanti della Questura in due occasioni e in due luoghi particolari. La prima volta, il 5 luglio all’una di notte in viale Ellittico, e la seconda 6 giorni più tardi, alle 2.37 di notte in viale Carlo III. Controlli di routine che hanno lasciato una traccia e un nome, quello di Zampella. A quel punto è bastato solo mostrare a Nailson la foto di Michele e l’identità confermata: Michely è lui. “Ebbene, non vi sono dubbi ad avviso della scrivente, sulla attendibilità del riconoscimento, atteso che il denunciante forniva sin da subito elementi precisi per l’identificazione dei malviventi, dichiarando di essere in grado di riconoscerli. Va, altresì, evidenziato che il riconoscimento fotografico – scrive il Gip Nicoletta Campanaro – veniva effettuato a breve distanza dagli avvenimenti, rassicurando così maggiormente sulla attendibilità dell’esito ricognitivo”. A confermare la fuga del trans nella pizzeria anche il proprietario dell’esercizio. Alle 23.30 del 16 luglio Nailson era corsa all’interno del locale dove si è trattenuto per 10 minuti spesi parlando anche al telefonino. Era la chiamata ai Carabinieri arrivati poco dopo in via Vivaldi.