San Felice a Cancello (red.cro.). Si agitano i residenti della frazione Cave preoccupati dalla possibilità che le vasche di contenimento dell’acqua piovana, realizzate per evitare fenomeni di dissesto idrogeologico, possano essere abbandonate a loro stesse senza manutenzione. Le fotografie che abbiamo scattato in loco sono sufficientemente eloquenti. I residenti della frazione, costituitisi in comitato civico spontaneo, hanno immediatamente preso contatto con il Comune. Qua il ragionamento da fare è sempre lo stesso. Il commissariamento di un Comune, anziché rappresentare, per la comunità, un momento di profonda riflessione sulle scelte politiche consumate attraverso il proprio voto, diventa uno sorta di jolly che esenta tutti da responsabilità trasformando i commissari in ‘sindaci normali’ su cui scaricare anni e anni di discutibile gestione ordinaria. Questo lo scriviamo a scanso di equivoci perché il tema posto dai residenti di Cave non è un tema ‘normale’.  Il dissesto idrogeologico è uno dei mali che affligge la penisola. Spesso e volentieri è la mancanza di manutenzione ha provocare veri e propri disastri. L’amministrazione comunale, per quanto commissariata, dovrebbe operare per risolvere il problema. Scriviamo questo perché una delle cose che ci ha colpito, parlando con i residenti, è stata la fredda interlocuzione con gli uffici comunali che, in buona sostanza, hanno scaricato la questione sulle spalle della Arcadis, la società regionale che era finita nel mirino, secondo gli inquirenti della Dda di Napoli, dell’imprenditore di Casapesenna Giuseppe Fontana (inchiesta e processo Medea). Non sappiamo la responsabilità su chi ricade ma speriamo che l’Arcadis srl o il Comune si facciano carico di questa delicata istanza arrivata da cittadini preoccupati che i prossimi 2 mesi di inverno possa riservare spiacevoli sorprese.