Lavoratori Firema esposti all’amianto, la Cgil: prima in pensione

Lavoratori Firema esposti all’amianto, la Cgil: prima in pensione
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CASERTA – I lavoratori della Firema – azienda casertana che produce carrozze ferroviarie – che hanno subito a causa del loro lavoro un’esposizione prolungata all’amianto, si vedranno riconosciuti benefici previdenziali dall’Inps, che permetterà loro di raggiungere con qualche anno di anticipo i requisiti per la pensione. Lo annuncia la Cgil di Caserta, che ha intrapreso da quasi 20 anni la battaglia perché ai dipendenti Firema, molti dei quali di età avanzata e ancora in servizio – decine quelli ammali tisi a causa dell’esposizione – fossero riconosciuti i benefici previsti dalla legge 205 del 2017; in media ogni lavoratore potrà lavorare cinque anni in meno.

«Esprimo profonda soddisfazione sul piano sindacale e personale per il beneficio riconosciuto ai lavoratori Firema – dichiara Matteo Coppola, Segretario generale della Cgil di Caserta – questa è una battaglia avviata con me negli anni ’90 nella perplessità di molti, che ha visto la FIOM e la CGIL di Caserta in prima linea e parte civile nei processi in corso». Sulla questione amianto alla Firema è infatti aperto un processo per omicidio colposo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere che vede come parti offese decine di lavoratori che hanno contratto patologie collegate all’amianto ma anche i parenti dei dipendenti morti per malattie sempre legate all’esposizione all’amianto; 19 i lavoratori morti, 82 quelli malati. Per tali fatti, il sette marzo scorso, il Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha rinviato a giudizio otto ex dirigenti della Firema, che erano stati assolti nel primo processo in cui la procura avegva contestato il più lieve reato di rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Il dibattimento inizierà il 9 gennaio 2020.

Il provvedimento che permetteva ai lavoratori di andare in pensione prima era molto atteso; «riguarda il periodo della bonifica dall’amianto della Firema, avvenuto a metà anni ’90» spiega Coppola; «i dipendenti avevano già avuto un primo riconoscimento nel 1991, ma mancava questo secondo periodo».

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