L’ADDIO A FERDINANDO. Lumini e fiori sul luogo dell’omicidio. La famiglia e gli amici organizzano una fiaccolata. LA FOTO

L’ADDIO A FERDINANDO. Lumini e fiori sul luogo dell’omicidio. La famiglia e gli amici organizzano una fiaccolata. LA FOTO


MONDRAGONE – Ci saranno oggi pomeriggio, alle 16 nella chiesa di San Michele Arcangelo, officiati da don Paolo Marotta, i funerali di Ferdinando Longobardi. Da giorni, però, sul luogo dove è stato ucciso c’è un via vai di amici, parenti e curiosi. Lumini e fiori la fanno da padrone. Qualcuno della famiglia, ed in particolare i cugini, stanno organizzando una fiaccolata che – da indiscrezioni dell’ultim’ora -potrebbe tenersi anche nella serata di oggi.

Intanto, l’arrivo della salma rilasciata solo ieri dal reparto di Medicina Legale dell’ospedale Civile di Caserta è prevista per oggi alle 12,30. Il carro funebre della ditta Fratelli Sperlongano accompagnerà il feretro sin sull’abitazione del 30enne, dislocata ai Palazzi Iannotta lungo via Vittorio Emanuele, a pochi passi dove è stato freddato dal suo killer.
Seguiranno aggiornamenti. SEGUITECI!!!

SESTO LANCIO
Si è tenuta oggi pomeriggio l’autopsia sul corpo di Ferdinando Longobardi. La salma arriverà a Mondragone domani alle 12,30 e fino alle 16 chiunque voglia dare l’ultimo saluto al 30enne sparato in strada potrà farlo presso la sua abitazione in via Vittorio Emanuele (Palazzi Iannotta). Il funerale si terrà presso la chiesa di San Michele Arcangelo dopodiché la salma sarà tumulata stesso nel pomeriggio presso il cimitero di Mondragone. Le esequie sono state curate nei dettagli dalla ditta Fratelli Sperlongano di Mondragone. Nella giornata di oggi sui social è partita una sorta di richiesta al sindaco Pacifico di proclamare il lutto cittadino. Ma al momento tutto ancora tace.

QUINTO LANCIO
L’uomo che ha ucciso Ferdinando, da tutti chiamato Nando, è già stato messo sotto torchio. Colui che avrebbe citofonato a casa del 30enne per farlo scendere in ciabatte e con un coltello tra le mani è stato interrogato nella giornata di ieri. La sua fedina penale passa dallo stupro al contrabbando di sigarette. Si tratta di un commerciante della zona dei Palazzi Azzurri e di preciso di via Palermo. Ma, secondo i carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta, diretti dal tenente colonnello Nicola Mirante, non è sicuro che sia stato lui a sparare e ad uccidere Longobardi in quel modo talmente atroce. Anche il movente, nelle ultime ore, sembra essere intrinseco di mistero. Le piste maggiormente quelle della droga e passionale, legato ad una ragazza contesa. Ma secondo la Dda in capo al pool anticamorra coordinato dall’aggiunto Luigi Frunzio, e coordinata dai pm Morra e Ferrigno della Procura di Napoli diretta da Giovanni Melillo, c’è qualcosa che non va. Qualcosa resta non chiaro. I rapporti familiari di Longobardi ed ancora la sua vita passata, un conto in sospeso prima che finesse in carcere sei anni fa quando fu beccato a spacciare a piazzale Marechiaro. Insomma, un mistero che al momento non è stato risolto ma che nelle prossime ore avrà un risvolto.

QUARTO LANCIO
Oramai è sicuro. Alla base dell’omicidio di Ferdinando Longobardi c’è un movente passionale, di gelosia. Chi lo ha ucciso, ora è latitante. Dopo aver confessato a qualche amico di aver ucciso il 30enne ha fatto disperdere le sue tracce, anche se i carabinieri già lo hanno individuato ed il cerchio nelle prossime ore potrebbe chiudersi. Intanto, il rione San Nicola di Mondragone è a lutto. Gli amici hanno apposto un fascio di fiori sul posto dove è stato ucciso, mentre la ditta funebre Sperlongano – che seguirà i funerali, che si terranno quasi sicuramente ad inizio della prossima settimana – ha apposto il lutto fuori il cancello dove risiede la famiglia Longobardi.

TERZO LANCIO
C’è un nuovo movente sull’omicidio di ieri sera. Aldilà di quello che si è detto sin dal primo momento, pare che l’episodio si legato da una pista di gelosia. Ferdinando Longobardi è stato ucciso dall’ex compagno della tua attuale donna. Secondo indiscrezioni, trapelate in questi minuti, il 30enne, che ha lavorato quest’estate su uno stabilimento balneare, e che nella giornata di ieri pare abbia fatto un colloquio presso un ristorante della zona per cominciare a lavorare seriamente, stava frequentando una ragazza che, fino a qualche mese fa aveva un altro compagno, molto noto a Mondragone. Si smonta, quindi, l’ipotesi della droga. Al momento, l’uomo è ancora in fuga anche se i carabinieri lo stanno cercando. Seguiranno aggiornamenti. SEGUITICI!!!

SECONDO LANCIO
Le piazze della droga quasi sicuramente al centro dell’omicidio di ieri a Mondragone, al rione San Nicola. Ferdinando Longobardi con precedenti per droga (pena espiata) è stato ucciso con cinque colpi di pistola sul petto e all’addome. Il suo assassino lo conosceva bene, fino a tal punto da farlo cadere in un tranello: lo ha citofonato a casa e lo ha fatto scendere. Ferdinando, infatti, è sceso in pantofole: non sapeva che ad aspettarlo c’erano i suoi sicari. Lo conosceva bene chi lo ha ammazzato.
Il 30enne non ha avuto scampo, nonostante – ritrovato con un coltello tra le mani – ha fatto di tutto per difendersi. Nipote di Francesco Taglialatela, fedelissimo del boss Augusto La Torre, secondo gli inquirenti è stato ucciso dalla camorra.
Secondo gli inquirenti la vittima sarebbe stato vicino al gruppo dei Pagliuca ed ucciso dagli avversari senza pietà da un’auto in corsa che lo ha persino inseguito per diverse centinaia di metri e in un orario dove la città litoranea è ancora viva. Il tutto dopo che era stato fatto scendere di casa quasi come un tranello. Il corpo di Ferdinando è stato sequestrato su disposizione del magistrato di turno e si trova, ora, presso il reparto di Medicina Legale dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.
Era stato scarcerato da poco, dopo 12 anni di galera.

PRIMO LANCIO
Si è trattato di un omicidio simile a quelli di camorra: come quelli che avvenivano tra gli anni Ottanta e Novanta. Non é chiaro cosa sia davvero accaduto. Ma un 30enne, Ferdinando Longobardi é stato sparato circa un’ora fa. Il giovane é stato raggiunto da due proiettili al petto e all’addome. Lui pare sia stato trovato con un coltello tra le mani. Lo zio di Ferdinando era considerato vicino al clan di Augusto La Torre. Gli inquirenti pensano che si tratti di un omicidio di camorra, vista la dinamica.
Indagano i carabinieri di Mondragone. La zona (almeno fino a quest’ora) é off limits. Il tutto é accaduto nel popoloso quartiere di rione San Nicola, a circa duecento metri dalla chiesa.
Il 30enne ha precedenti per droga ed era uscito da poco dal carcere. Caos a Mondragone per la notizia. Un omicidio in pieno centro.


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