di Nando Astarita

Caserta. Chi ci amministra ed il relativo partito politico di sostegno (PD) hanno organizzato l’ennesima riunione, forse per la necessità di testimoniare il loro impegno per la rinascita di Caserta, con temi all’ordine del giorno, come rendere competitiva ed appetibile Caserta, attrarre investimenti migliorando l’infrastruttura burocratica cittadina, favorire iniziative stabili di crescita economica e quindi di occupazione.

Per carità, temi ineccepibili per una virtuosa gestione della cosa pubblica. Peccato però che la città, mentre si discetta su tali temi alti e roboanti, muore ogni giorno di più per l’assoluta trascuratezza anche delle più semplici e banali necessità di vita urbana. Non è quindi che con queste messinscene autogratificanti e promozionali che si rassicurano i cittadini, perché esse di certo non rispondono ai loro bisogni più immediati e concreti e tanto più che esse, come poi dimostrato, non portano a nulla.

E questa volta ciò è dimostrato perfino dalla diserzione alla riunione di un nutrito e rappresentativo gruppo di tesserati fra cui membri della stessa amministrazione che hanno motivato la loro decisione, oltre che per ragioni burocratiche e sostanziali relative alla convocazione stessa, anche per “la genericità dell’ordine del giorno che non avrebbe consentito una discussione approfondita del gravi problemi sul tappeto. E l’esito della riunione di ieri, purtroppo, conferma questi nostri dubbi. Non è stata fatta alcuna analisi… sull’attività di una giunta comunale che, nel corso di tutti questi mesi, è stata quasi esclusivamente impegnata in un’attività di rimpasti per comporre i precari equilibri della maggioranza che la sostiene. .così che convocati e sindaco si sono scambiati reciproca fiducia senza fare un minimo di bilancio autocritico sul pesantissimo risultato negativo e sull’attivita dell’amministrazione comunale. Noi riteniamo che per una ripresa del Pd e dell’amministrazione comunale sia indispensabile e non più rinviabile una dibattito a tutto campo, approfondito, non addomesticato, altrimenti non riusciremo a uscire dalla fase di stallo e a prefigurare nuove prospettive di leadership del comune capoluogo come auspicato dal sindaco Marino”. 

Ora, a prescindere dalle eventuali altre motivazioni eventualmente sottostanti, questa dissidenza è un grave, allarmante segnale sulla capacità e quindi possibilità per questa amministrazione di portare avanti una qualsivoglia politica di effettivo miglioramento gestionale cittadino e ciò al di là delle fosche nubi che si addensano sul Comune per un probabile nuovo default.