LA MOSCA E IL NASO. Crolla l’intonaco alla Reggia, no ai masochismi. Ecco perchè, nonostante tutto, non si può crocifiggere Mauro Felicori

Caserta. (Nando Astarita). Ieri, quando è avvenuto quel crollo nella Reggia di Caserta,  ero isolato dal resto del mondo perché in volo verso l’east coast degli Stati Uniti. E così mi è tata risparmiata la canea in diretta sollevata da tanti, o meglio dai soliti che, mancando di più consistenti argomenti,  o incapaci a trattarli, cercano spesso improbabile protagonismo nel sensazionalismo. I fatti sono ornai noti: si è staccato l’intonaco del soffietto di un vano finestra dell’appartamento reale. Intonaco già oggetto di un restauro, evidente mal fatto, alcune decine di anni fa.

Questo l’episodio, fedelmente riportato da non pochi giornali nazionali (“Si distacca l’intonaco”, “Crolla una porzione d’intonaco” ecc) che, invece,  si é trasformato, talvolta, in uno sciatto “crollo del soffitto”, ignorando,  o volendo ignorare, come dalla differenza fra tali espressioni possano nascere ben diverse impressioni sulla gravità dei fatti e ciò senza per questo aver pretesa di speciosi distinguo tecnici fra solai e soffitti.  Ovviamente,  la strumentalizzazione maggiore e  e la ghiotta occasione per sfoggio di  commenti pro o contro l’attuale gestione della reggia, è dilagata su fb dove, per esempio, puntuale è arrivato perfino il masochistico “La reggia cade a pezzi” oppure supponenti critiche  per pretesa mancata “prevenzione”.

Laddove non dovuta a semplice, ma pur sempre dilagante ignoranza, resta evidente la genesi pretestuosa di tale alterazione dei fatti. Un distacco d’intonaco è caso non raro e di solito , per fortuna, non provoca danni seri a persone. Altra cosa è il distacco, da monumenti, di materiali lapidei molto più pericoloso , come dimostra il recente episodio in Santa Croce a Firenze, dove peraltro sarebbero costanti e frequenti i controlli di prevenzione. Eppure, in quel caso, non sono dilagate critiche   altrettanto virulenti a danno dei responsabili di quel monumento o  pelosi commenti su come  sarebbe stata più opportuno prevenire tali incidenti.

Certo la prevenzione è importante, e la reggia, nei recenti lavori alla facciata, si è dotata di un moderno sistema di monitoraggio elettronico che,  si confida,  verrà esteso al più presto all’intero complesso. Ma pretendere che, in mancanza di crepe, ammaloramenti, ecc, si doveva prevenire il distacco avvenuto di quei pochi metri quadrati d’intonaco sulle centinaia di migliaia di metri esistenti nel monumento,  rivela soltanto la superficialità oggigiorno dilagante non solo nell’esprimere opinioni ma anche  nel fare il proprio mestiere, compreso quello di cronaca giornalistica.

Per quanto riguarda, invece,  altre sottese motivazioni a tali distorsioni dei fatti,   sarebbe più costruttivo, nell’interesse generale, che si facessero critiche più pertinenti e circostanziate,  visto che la scelta d’argomenti non manca in quanto  l’attuale gestione della Reggia è innegabilmente lacunosa sotto vari aspetti  anche se, onestà intellettuale vorrebbe, che si riconoscesse anche il deciso salto di di qualità per essa  registrato in termini d’immagine e valorizzazione,  peraltro puntualmente confermato, almeno finora, dal continuo incremento del numero di visitatori.

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