Caserta. (red. cro.). Pubblichiamo qui di seguito la lettera del sacerdote di Tuoro Don Biagio Saiano a commento della recente archiviazione di un provvedimento a suo carico. Il prelato era stato accusato di aver avvicinato impropriamente una dodicenne. I magistrati hanno giudicato infondate le accuse. L’intento del sacerdote è quello di sottolineare quanto è stato sanzionato dai giudici.

LA LETTERA DI DON BIAGIO

Gentile direttore,

Ho letto con dispiacere, su diverse testate giornalistiche, che sebbene siano stati archiviati – cioè mi è stato spiegato – “non meritevole di sostenere l’accusa in giudizio” –  gli addebiti mossi nei miei riguardi, mi trovo – ahimè – costretto, dopo un anno di calvario, ad affrontare nuovamente la vicenda.

Mi dispiace occupare spazio dedicato a notizie di sicuro rilievo, ma con la ritrovata serenità e forte dell’entusiasmo del mio ministero sacerdotale, condivido con lei queste riflessioni, scevre di qualsivoglia intenzione polemica nei confronti di chi abbia riportato notizie destituite di qualsivoglia fondamento.

Senza indugiare in valutazioni di carattere giuridico, che non mi appartengono, vorrei solo segnalarle che in nessuno, nessuno dei provvedimenti giudiziari che hanno interessato la mia persona si fa riferimento ad un presunto bacio.

Come potrà agevolmente evincere dalla lettura della richiesta di archiviazione (pedissequamente richiamata nell’ordinanza del gip) “dal compendio investigativo non emergono elementi significativi volti ad acclarare l’intimità necessaria affinché possa ritenersi integrata la sopra citata ipotesi di reato. In effetti, le numerose dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, il racconto della stessa (evito di indicare il nome della minore), nonché l’infruttuoso esito della disposta attività di intercettazione di urgenza, scagionano da ogni sospetto l’indagato, ricostruendo tra questi e la famiglia  della minore in termini amicali e di sostegno disinteressato”… ancora, “alla stessa conclusione si perviene attraverso le dichiarazioni rese dalla diretta interessata, la quale, in presenza dell’esperta in psicologia nominata dalla scrivente ai sensi dell’art. 351 co. 1 ter c.p.p., ha più volte negato qualsivoglia episodio afferente approcci o situazioni di intimità avanzate dall’indagato, premurandosi di precisare che il loro era un semplice e cordiale rapporto di amicizia maturato in seguito alle attenzioni con cui il sacerdote si era mostrato sensibile alle esigenze della famiglia”.

Si legga in merito quanto nel provvedimento indicato: “oltre a difettare, quindi, una condotta utile a cagionare il danno che i precetti tendono a scongiurare, occorre precisare che gli eventi raccontati dal querelante siano successivi ad una serie di discussioni maturate con l’indagato, prolifiche di un probabile malcontento tra i due; ciò induce a ritenere che la conflittualità tra gli interessati ì, nonché l’inserimento in detta dinamica della minore – escluso e appurato qualsivoglia coinvolgimento sessuale della minore – siano da ricondurre  ad ostilità interpersonali che appaiono prive di qualunque valenza penale”.

Consapevole che nessuno mi riabiliterà dalla gogna mediatica alla quale sono stato sottoposto, le allego i provvedimenti giudiziari indicati, fiducioso che lo spazio dedicatomi possa in parte incoraggiare educatori come me a non desistere mai dalla loro missione, a fronte delle quotidiane avversità.

Don Biagio Saiano