Il sindaco Marcello De Rosa

CASAPESENNA – Il sindaco Marcello De Rosa ospite del programma “Non è l’Arena” in onda domenica sera su La7 e condotto da Massimo Giletti. Nel corso dell’intervista, il primo cittadino di Casapesenna ha ricostruito quei momenti drammatici legati al sequestro di moglie e figli ad opera del clan camorristico.
“Tutto è iniziato il sette novembre del 2014 – dichiara Marcello De Rosa al giornalista di La7 – quando in qualità di sindaco di Casapesenna feci un’ordinanza di demolizione della casa paterna di Michele Zagaria, e il 26 novembre sempre del 2014 ho subito una spedizione punitiva a casa mia, allorquando incappucciati, armati fino ai denti e con spranghe di ferro. La prima cosa che fecero, distrussero casa, sequestrando mia moglie ed i miei figli aspettando per un’ora e cinquanta minuti il mio ritorno per puntarmi la pistola alla fronte e minacciarmi di morte. In pratica – continua De Rosa – io non mi stavo comportando bene e dovevo andare via dal Comune”.
Dopo questo gravissimo episodio di intimidazione e minacce, per sei lunghi anni, il primo cittadino di Casapesenna con moglie e figli sono vissuti sotto scorta disposta dalla Prefettura di Caserta.
“Chi ha sbagliato – conclude il sindaco De Rosa – deve pagare in carcere e non può pagare diversamente”.

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