Nel corso dell’ultimo periodo inevitabilmente si è verificato un aumento del traffico su internet, con il conseguente rallentamento della velocità di connessione media in Italia nei primi quattro mesi dell’anno. Il dato vede scendere la rapidità di navigazione del 24,28%, ma al tempo stesso è giusto sottolineare che (salvo poche eccezioni) non ci sono stati disservizi di alta rilevanza durante questo periodo. E in ogni caso, nonostante il rallentamento generale, la velocità complessiva è migliore, grazie alla maggiore diffusione della banda ultra larga, rispetto a quella registrata nello stesso periodo nel 2019.

 

In Campania internet tiene più che al Nord

Sotto questo punto di vista si è registrato un aumento della velocità di download del 32,03%, che si traduce in una capacità di navigare e guardare video in streaming molto più rapida, un vero sollievo per chi ha dovuto lavorare o studiare da casa. La Campania spicca tra le regioni italiane per aver registrato la più alta variazione della velocità di download rispetto all’anno scorso, passando da 35 a 65 Mbps nel 2020, velocizzandosi dell’83,64%. Lazio e Umbria completano il podio, rispettivamente con un incremento da 30 a 52 Mbps e da 27 a 46 Mbps. La zona del Centro-Sud è quella che ha ottenuto quindi prestazioni migliori, mentre le regioni con indici negativi si trovano al Nord, con la Valle d’Aosta che ha subito un rallentamento del 63,75%, seguita dal Friuli-Venezia Giulia con 24,69%. Terz’ultima in questa speciale classifica è poi la Sardegna, che almeno torna in positivo, anche se in una percentuale minima del 2,21%.

 

Al Sud la rete ultra veloce necessita di ulteriore potenziamento

L’aumento della velocità di connessione nelle regioni del Sud non significa, tuttavia, che le infrastrutture siano del tutto adatte a sostenere il traffico registrato. Come riportato in un’indagine condotta dalla società pubblica del Mise, Infratel, infatti, nel Meridione la copertura di banda ultralarga riguarda l’84% della popolazione, superiore alla media nazionale del 74,3%, con una velocità di 30 megabits al secondo. Ma questa è una rete mista (tecnicamente Fttc), cioè in fibra solo fino alla cabina telefonica e ancora in rame nell’ultimo miglio, andando così a pregiudicare la velocità. La fibra ottica fino a casa in media copre il 23% del territorio italiano, un dato che scende al 21% considerando solo il Sud e le Isole. Per cercare di trovare una soluzione a questo problema, la società di telecomunicazioni nota per portare internet a casa senza bisogno di linea fissa, Linkem, ha stretto di recente nuovi accordi con la stessa Infratel e con Open Fiber per estendere la connettività in fibra, impegnandosi a sperimentare l’integrazione tra la rete pubblica in fibra ottica e la propria 5G in Fixed Wireless Access (segnale su antenne radio). Questo è solo uno dei tanti modi per spingere verso un potenziamento della rete internet in tutta Italia al fine di supportare una grande mole di connessioni senza rischiare il collasso delle infrastrutture.