San Felice a Cancello. L’ex sindaco Emilio Nuzzo si affida al giurista Ferdinando Pinto, ordinario di diritto amministrativo presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II e notoriamente uno dei massimi esperti italiani in tema di diritto degli enti locali. Pinto è già al lavoro per avviare un ricorso contro la richiesta di incandidabilità del Ministero degli Interni per alcuni ex amministratori del Comune di San Felice. Nuzzo dovrà presentarsi il prossimo 1 dicembre  alle 12,30 al tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sezione civile, per esporre le sue osservazioni dinanzi al presidente delegato del tribunale, Giovanni D’Onofrio con a seguito il suo legale, per evitare una pesante sanzione che oltre a quella amministrativa, decreterà l’eventuale incandidabilità a qualunque tipo di partecipazione elettorale per almeno due turni. Convocati anche l’ex primo cittadino Pasquale De Lucia e agli ex consiglieri e assessori comunali Francesco Petrone, Clemente Biondillo, Luca Alfredo D’Andrea, Patrizia Ferrara, Angelo Frasca, Clemente De Lucia, Vincenzo Papa, Carmine Palmieri (unico esponente di minoranza). Nuzzo, come gli altri, è stato chiamato in causa dal Tribunale a seguito della trasmissione degli atti da parte del Ministero degli Interni, avente valenza di atto introduttivo del procedimento camerale per la declaratoria di incandidabilità degli ex amministratori comunali. “La vicenda mi ha toccato particolarmente”, dice Nuzzo. “Non ho voglia di candidarmi a tutti i costi. Per amministrare oggi un Comune come San Felice a Cancello – rincara – ci vuole solo molta pazienza, molta serietà e, soprattutto, bisogna avere alle spalle un gruppo coeso. Credo che il futuro sindaco deve fare quello che oggi stanno facendo i commissari prefettizi”. Nuzzo, senza peli sulla lingua, spara a zero contro la prefettura di Caserta. “Un prefetto che segnala il mio inserimento nell’elenco delle persone che hanno causato lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche – prosegue l’ex primo cittadino – ha fatto un abuso. Se un prefetto non conosce bene un territorio significa che gli arrivano notizie sbagliate, ma allo stesso tempo ha firmato un atto istituzionale falso. Per la vicenda di Vanacore ho già pagato, rispettando la scelta del giudice. Ma, quando Pasquale De Lucia era sindaco io non sedevo assolutamente in Consiglio comunale. Lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Comune ha fatto emergere che De Lucia e i suoi fedelissimi erano in contatto con il mondo della camorra. Io non c’entro nulla con lui”. Nuzzo entra poi nei particolari amministrativi. “Per quanto riguarda la vicenda dei Pip ho fatto un affidamento diretto alle ditte e per i cento appartamenti a Polvica – continua – ho revocato l’atto amministrativo prodotto dalla giunta De Lucia che secondo me era ingiusto. Ma non solo. Sulla vicenda Iap ho ridotto il 50 per cento dell’agio. Insomma, quando ero sindaco di San Felice a Cancello ho fatto cose che andavano in netta discontinuità con l’amministrazione De Lucia. Ora chiedo giustizia, per me e per la mia famiglia”.