La manifestazione contro l’impianto dell’autunno scorso

CASERTA (Ed. Sf.) – Non ha lasciato l’amaro in bocca solo al sindaco di San Nicola la Strada la decisione dell’amministrazione comunale di Caserta di proseguire verso la realizzazione di un impianto per trattare 40mila tonnellate di rifiuti umidi l’anno. La contestazione riguarda la localizzazione a Ponteselice (a 800 metri dalla Reggia) ma anche, e soprattutto, il modus operandi del sindaco Carlo Marino e della sua amministrazione. Il primo cittadino di Caserta, dopo la mobilitazione dei sindaci vicini e delle opposizioni, aveva rassicurato tutti affermando, pubblicamente e in consiglio comunale, che la vicenda sarebbe stata affrontata con serietà e delicatezza garantendo la nascita di un gruppo di lavoro (o cabina di regia) composto dai sindaci dei comuni interessati dalla localizzazione e dai rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione del capoluogo. “Non ci siamo mai fidati del sindaco Marino, che ormai si è guadagnato una reputazione in fatto di mancato rispetto della parola data, e siamo pronti a riprendere la battaglia contro l’impianto a Ponteselice insieme a tutti i sindaci e gli amministratori contrari a questa follia” esordisce senza mezzi termini la capogruppo di Speranza per Caserta, Norma Naim, il gruppo consiliare che più di tutti gli altri ha contrastato, fin dal principio, le decisioni del primo cittadino. “Marino si conferma per quello che è, un incoerente con una credibilità politica pari a 0, come hanno confermato anche le elezioni provinciali. Erano lui, l’attuale assessore Franco De Michele ed Enrico Tresca a sbracciarsi quando Del Gaudio propose, nel 2013, un impianto a Ponteselice, oggi che gli interessi economici possono essere governati direttamente dal Pd Marino e Tresca da ambientalisti sono diventati favorevoli alla lavorazione di 40mila tonnellate di rifiuti davanti la Reggia di Caserta. E’ questa – continua la Naim – la città turistica che vogliono costruire Marino e il Pd?”. Ma lo sfogo della Naim è a 360° anche contro chi, in questi mesi, si è mantenuto in stretto silenzio. “Non è ammissibile restare indifferenti di fronte a questo scempio. Abbiamo una produzione di atti amministrativi anomali che scavalcano l’Ente d’ambito dei rifiuti e il sindaco di Marcianise Antonello Velardi, che ne è responsabile, sta in silenzio. La gestione del ciclo dei rifiuti non può essere demandata, per silenzio-assenso, ai comuni ma deve restare provinciale  ed è gravissimo che tutti facciano finta di niente” conclude la Naim che annuncia un raccordo con i sindaci di San Nicola la Strada, Recale, Capodrise e Casagiove per fermare l’impianto-mostro in una zona inadeguata e non compatibile alla vicinanza con la Reggia e le abitazioni di numerosi cittadini.