CASERTA/MARCIANISE – Venti detenuti impiegati per lavori di pubblica utilita’ nell’area industriale di Caserta e Marcianise, con la possibilita’ di ottenere una certificazione professionale e la remissione delle pene pecuniarie, e dunque del debito con lo Stato. E’ il progetto “Mi riscatto per il futuro”, realizzato dal Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e adottato con un protocollo d’intesa dall’Asi (Area di Sviluppo Industriale) di Caserta nel corso di una cerimonia tenutasi al centro orafo Tari’ di Marcianise, in piena area industriale, proprio nella zona dove dovrebbero operare i detenuti. Sono coinvolti tutti gli istituti di pena campani; a lavorare saranno persone che stanno scontando la pena e che ne faranno richiesta, e che verranno individuati grazie ad un tavolo – diventera’ operativo martedi’ 10 dicembre – formato dal presidente dell’Asi di Caserta Raffaella Pignetti, da due funzionari del Ministero di Grazia e Giustizia e da due tecnici. I detenuti sosterranno corsi di formazione e poi inizieranno a lavorare. “Abbiamo un’area industriale molto estesa – spiega la Pignetti – che necessita di continua manutenzione, penso alla cura del verde, alla copertura delle buche stradali e a tante piccole opere; per questo sara’ fondamentale il lavoro dei detenuti. Un progetto inoltre dalla grande valenza sociale, visto che si da’ una seconda opportunita’ a persone che hanno sbagliato e che possono cosi’ reinserirsi in societa'”. “Un protocollo molto importante – dice Adriana Pangia, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli – come magistrati spesso autorizziamo misure come il lavoro esterno ma per opere di poco conto, che ci rendiamo conto servono a poco. I lavori di pubblica utilita’ previsti dal progetto sono invece molto utili alla collettivita'”. Per il direttore generale del Dap Riccardo Turrini Vita, “e’ innegabile l’importanza di impegnare i detenuti in lavori di pubblica utilita’, parlare di riscatto per loro, con questo progetto, ha un significato concreto”. Vincenzo Lo Cascio, responsabile del progetto per il Dap, dice che quella dell’uso di detenuti per lavori di pubblica utilita’ “puo’ diventare la piu’ grande azienda di Stato, con risparmi per gli enti pubblici. Ai tanti detenuti che vogliono cambiare vita daremo la possibilita’ di conseguire una certificazione professionale, per esempio da giardinieri, quindi di lavorare per enti pubblici e dopo aver scontato la pena usciranno senza debiti verso lo Stato”.