Il premio regionale di teatro “Campania Felix” al mondragonese Franco Di Lorenzo

Il premio regionale di teatro “Campania Felix” al mondragonese Franco Di Lorenzo

Mondragone (Maria Assunta Cavallo). Nella serata di gala del Premio Regionale “Campania Felix” della FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) è stato consegnato al Mondragonese Franco Di Lorenzo, il premio alla carriera artistica per i sessant’anni di teatro. L’evento si è tenuto nello scorso mese di settembre. Molti i meriti che gli sono stati riconosciuti e che hanno portato alla consegna di questo premio, come ad esempio l’aver calcato palcoscenici per oltre sessant’anni, iniziando il suo percorso all’età di 10 anni. Ha ideato con la sua compagnia numerosi spettacoli e rassegne teatrali di carattere locale e nazionale, donando il suo tempo all”arte, all’amministrazione e allo sviluppo delle attività di FITA Campania, con precisione ed instancabile impegno. Franco Di Lorenzo si é accostato al teatro all’età di dieci anni esordendo in una rappresentazione al Cine Teatro Ariston di Mondragone, partecipando al  saggio scolastico di fine anno. Ad applaudire in platea anche l’On. Giovanni Leone (futuro Presidente della Repubblica Italiana). Nel maggio del 1960 partecipa all’Operetta zingaresca in tre atti “ZURIKA” interpretando
il ruolo di Bertan e a numerose sperimentazioni teatrali attraverso rappresentazioni scolastiche, fino alla conclusione delle scuole superiori. Dai 19 ai 33 anni, collabora  con varie Compagnie del Nord Italia (Gallarate, Busto Arsizio, Cassano Magnago, Cavaria con Premezzo…etc). Torna a Mondragone nel 1981, iniziando la collaborazione con la Compagnia “La Settima Musa”  portando in scena“Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo e “Tre pecore viziose” di Scarpetta; nel 1987 entra a far parte della Compagnia “Sinuessa” collaborando alla messa in
Scena di numerosi spettacoli e tra questi “Le bugie con le gambe lunghe”, “Uomo e Galantuomo”, “La lettera di mammà”, “Ditegli sempre di sì”, “Il Papocchio”, “Lu curaggio de nu pumpiero napulitano”. Nel 1990 arriva la sua prima esperienza professionistica collaborando con “La Compagnia Napoletana del Teatro” nello spettacolo “Masaniello (7 luglio 1647) nel ruolo di Diomede Carafa (‘O duca ‘e Maddaloni); Collabora per diversi anni con la Compagnia “La Venola” e nel 2002 fonda la Compagnia “Il Sipario” con cui ha organizzato numerose commedie come  “Filumena Marturano”, e molte altre ancora. Sempre nello stesso anno entra a far parte della FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) e successivamente viene eletto Segretario Regionale.
Nel 2005 organizza in qualità di direttore artistico la rassegna nazionale “Il Sipario d’argento” che nel corso degli anni è diventata la più prestigiosa rassegna a livello regionale, insignita della medaglia del Presidente della Repubblica Italiana. Qualche anno dopo verrà  chiamato a collaborare con il laboratorio teatrale del Liceo Scientifico “Galieo Galilei di Mondragone” portando in scena “Brigante se nasce” ed “Il Bastimento”. E tantissime altre esperienze e collaborazioni nel corso della sua carriera.”Quando si scrive di teatro non è possibile non dire che si raccontano sentimenti profondi e impalpabili,  ed è anche indubitabile che il teatro è il pretesto per andare oltre, per scavare nel profondo dell’animo umano e superare ciò che si vede con gli occhi della sola razionalità, afferma Di Lorenzo. A volte rappresenta una dimensione surreale dove si sostanziano i nostri fantasmi interiori, altre volte è un viaggio nell’anima, in realtà è una mescolanza continua di realtà e sogno e diventa il necessario tramite l’ espressivo dell’autore, ma anche dell’attore, per contestualizzare il rapporto fra razionale ed irrazionale, che da sempre e senza sosta si avvicendano nell’animo umano. Tutto questo è il teatro, conclude l’artista, un percorso che porta ad epiloghi mai scontati e alla scoperta di ciò che ancora non ha forma, talvolta inducendo con forza alla riflessione, altre volte divertendo con delicatezza, fino a ferire con la satira. Tale è la natura umana, piena di contrasti, però tutto questo è possibile offrirlo soltanto se c’è un’abnegazione profonda”. Abnegazione come quella attestata da Franco Di Lorenzo.

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