Il 118 a rischio chiusura, se ne parla al congresso regionale

Il 118 a rischio chiusura, se ne parla al congresso regionale

Caserta (P.G.). Il 118 Campania diventa maggiorenne. Il 30 novembre per celebrare i 18 anni del servizio in Campania si svolgerà al Novotel il primo congresso regionale del 118. La tavola rotonda vedrà la partecipazione di tutti coloro che sono stati tra i pionieri del servizio. Testimoni dell’impegno e dei sacrifici, ma soprattutto del lavoro svolto per offrire all’utenza un servizio sempre più efficace e che ormai è considerato indispensabile. Eppure, ci sono delle preoccupazioni. Tant’è che, nonostante la giovane età, si ha il timore che piano piano questo essenziale servizio salvavita non possa più essere garantito. La ragione è semplice, la carenza di medici che vogliano prestare la propria professionalità al servizio della comunità. Ne parliamo con l’organizzatore del congresso ed uno dei padri fondatori del 118 in provincia di Caserta, il dottor Giuseppe Giuliano che, pur orgoglioso, non nasconde le sue preoccupazioni: “Il 118 in Campania, come numero unico, è nato l’8 agosto del 2000, utilizzando infermieri e autisti degli ospedali e delle associazioni di volontariato e medici di guardia medica che avevano seguito un apposito corso di 600 ore e che avevano almeno 5 anni di servizio. Dal 2004 i medici, che nel frattempo si erano aggiornati alle tecniche di emergenza più evolute, furono assunti con concorsi riservati a livello regionale. Le ambulanze, che inizialmente erano semplici mezzi di trasporto, sono state dotate, negli anni, di attrezzature all’avanguardia, tanto da poter essere considerate veri Pronto Soccorso viaggianti. Attualmente, infatti, sono dotate di elettrocardiografo collegato telematicamente con i servizi di emodinamica, in modo da poter effettuare in poco tempo (inferiore ai 90 minuti) una coronarografia e un’angioplastica coronarica. Monitor defibrillatori che permettono di effettuare un pacing esterno (pacemaker) fin dal domicilio del paziente, presidi per l’intubazione rapida, strumenti supporto alla respirazione e financo, in alcune, un ecografo, sono la dotazione standard attuale. Quello che manca, ormai, sono i medici, nel frattempo invecchiati, che non sono stati sostituiti. Ecco il motivo della tavola rotonda, che dovrebbe suggerire rimedi a quaesto problema.”


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