I VERBALI. L’INCHIESTA DEI RIFIUTI E LA SENESI. Coinvolto anche il patron Briganti. Il racconto ai magistrati sulla gestione degli appalti e….

I VERBALI. L’INCHIESTA DEI RIFIUTI E LA SENESI. Coinvolto anche il patron Briganti. Il racconto ai magistrati sulla gestione degli appalti e….

Anche Rodolfo Briganti, amministratore al tempo della Senesi, la società che ha gestito il ciclo dei rifiuti in alcuni comuni casertani  e a Giugliano è il destinatario di un avviso di conclusione indagini per un’inchiesta dove sono coinvolte 14 persone  e che sta sconquassando il comune di Giugliano.

In un verbale di interrogatorio risalente al 2012 tenutosi presso il Tribunale di Napoli, innanzi al Sostituto Procuratore della Repubblica Lucio Giugliano, sarebbe stato lui a confermare le irregolarità nell’affidamento di quell’appalto. Briganti, avrebbe svelato  come fu alterato il bando citando  alcuni soggetti che poi sono stati sottoposti come lui ad indagini.

“Verso fine aprile o inizio maggio del 2011, io e ..omissis… fummo richiesti di un incontro da tale…omissis.., soggetto che fino ad allora non conoscevo.. i quali mi informarono che il Comune di Giugliano avrebbe di li a poco affidato con urgenza il servizio di raccolta dei rifiuti in quanto la precedente ditta aveva abbandonato il cantiere e mi proposero di presentare domanda. Feci presente che la mia società non aveva la forza sufficiente per assicurare il servizio, ma i due mi dissero che mi avrebbero aiutato con le proprie società. L’accordo tra di noi fu che in cambio della cifra di 50.000,00 euro mensili, avrebbero di fatto gestito il servizio autonomamente. Mi fu chiesto di partecipare con la mia società in quanto le loro società non avevano né i requisiti tecnici, né finanziari”.

Sempre il patron storico della Senesi  ha fornito anche altri ragguagli, su come avvenne, per esempio l’aggiudicazione della gara a Giugliano. “Ricevuta la prima lettera di invito, presentammo la domanda in ritardo, ma comunque eravamo certi di non poter essere aggiudicatari in quanto la Senesi non aveva nè il requisito finanziario richiesto dal capitolato d’appalto del 2009, richiamato dal Comune nella lettera d’invito, né l’iscrizione alla categoria 1 classe B parimenti richiesta dal bando. Non risultammo aggiudicatari dell’incarico e tra l’altro io mi disinteressai essendo certo di non poter risultare vincitore; ma subito dopo ci attivammo per richiedere, avendone i requisiti,la citata iscrizione alla predetta categoria. Dopo circa una settimana mi pervenne, senza che io minimamente me lo aspettassi, un secondo invito, nel quale il requisito finanziario per l’aggiudicazione del servizio, era stato sensibilmente ridotto, in maniera tale da far si che la mia società vi rientrasse. Nel rispondere a questo secondo invito facemmo menzione del fatto che avevamo richiesto all’Albo nazionale smaltitori l’iscrizione alla categoria B, allegando la relativa domanda”.

“Ho ricevuto richieste da parte di amministratori pubblici. In particolare il consigliere…omissis…, quando mi fece la sua richiesta di 40.000,00 euro mensili, mi diceva che i pagamenti da parte dell’ufficio deputato del Comune di Giugliano, dipendevano in tutto e per tutto, dalla sua volontà ed in particolare che il funzionario o avrebbe pagato nei tempi e nei modi da lui stesso stabiliti. Le richieste del consigliere (che a suo dire avrebbero “garantito o comunque consentito la nostra presenza sul territorio”) sono andate avanti per alcuni mesi dopo il mio iniziale rifiuto, nel senso che in ogni occasione pubblica in cui ci incontravamo egli mi chiedeva se mi ero deciso a corrispondergli quella cifra, in tutto o in parte e soprattutto quando. Come strategia difensiva decisi di diffondere pubblicamente questa sua richiesta in modo da metterlo in difficoltà. Ad esempio ne ho parlato con i sindacalisti – nelle numerose occasioni in cui richiedevano, -per i dipendenti, il pagamento degli stipendi. Inoltre, in una occasione in cui fu particolarmente insistente, chiesi se non aveva paura di quello che mi stava chiedendo essendo l’appalto nel mirino della magistratura e lui mi rispose: “ma tanto lei non dirà niente, vero?”. Gli chiesi comunque in che modo avrei dovuto pagare questi soldi e se qualcuno mi avrebbe fatto una fattura per giustificare l’uscita, ma lui rispose che il pagamento avrebbe dovuto essere rigorosamente in contanti e che al più avrei potuto aumentarmi fittiziamente lo stipendio per dargli i soldi in nero. Come già riferito successivamente subentrò …omissis… che con modi più eleganti mi chiese, prima che andassimo in Marocco, una cifra, con la frase. “mi dia un numero”, facendo chiaro riferimento ad una cifra mensile, e successivamente l’equivalente di uno stipendio di un mio dirigente”. Brigati inoltre sottolineò di non aver mai pagato le somme richieste dai politici ma allo stesso tempo precisò: “Non so se qualcuno lo ha fatto…ma certamente se fosse accaduto non era per conto mio…”.

 


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