Formazione professionale con il modello “Duale”: impegnati dalla Regione Campania 3,5 milioni di euro

Napoli (Maria Carmela Inverno). Importato dalla Germania, questo nuovo modello si sostituisce all’ormai superata alternanza scuola-lavoro e permette, ai giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni, che hanno maggiore difficoltà a rimanere nel circuito scolastico, di imparare un mestiere, direttamente in azienda e, al contempo, di ottemperare all’obbligo scolastico.
Certo, le differenze con il sistema tedesco sono sostanziali, a partire dalla mancata retribuzione degli “apprendisti” che, oltralpe, si attesta sugli 800 euro mensili e passando per il coinvolgimento del sistema delle imprese che, in Italia, è poco strutturato e, piuttosto, episodico e superficiale.
Ad ogni modo, da qualche parte bisognava pur iniziare e, la Regione Campania, con l’assessore Chiara Marciani, stanzia una somma abbastanza considerevole che, tra fondi regionali e nazionali, arriva a circa 7,5 milioni di euro.
L’obiettivo, rispetto alle esperienze passate, è quello di creare un rapporto continuativo e strutturato tra il mondo della scuola e quello delle imprese anche se, va notato, il problema della forza lavoro italiana pare essere la sua bassa percentuale di laureati tant’è che il problema più urgente non sarebbe quello di inserire gli studenti nel mondo del lavoro nella maniera più rapida possibile, ma di convincerli a continuare a studiare.
In questo senso, anche Albert Einstein ebbe a dire “sono contrario all’idea che la scuola debba insegnare direttamente quelle competenze particolari e quelle specificità che si dovranno poi impiegare direttamente nella vita. Le esigenze della vita sono troppo multiformi perché una scuola possa permettersi un tale addestramento specialistico”.
Certo i tempi sono cambiati, le condizioni socio-economiche anche, ma il dubbio sul fatto che la scuola debba addestrare più ad essere uomini, nel senso biologico del termine, che buoni apprendisti resta. Naturalmente il dibattito è aperto.

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