Ecco tutta la verità su Digne Cappe, parla il suo avvocato

Digne Cappe, la piccola Sofia e Pierluigi Iacobucci

Mondragone (Maria Assunta Cavallo). Spesso non basta essere una persona onesta, qualche volta si è costretti a difendersi, per un motivo o per un altro, da qualcuno che ci addebita un qualcosa che non è mai stato. E questa difesa diventa impossibile quando non ci siamo più, a meno che, altri non provvedano per noi. Proprio come stanno facendo le persone – una in particolare – che amavano Yaima Digne Cappe, la donna di origine cubana trovata annegata con la figlioletta Sofia, al largo di Terracina, e che non accettano di  leggere di lei, come una “ricercata”, così come riportato da alcuni giornali a seguito della pubblicazione di una nota stampa da parte di una famosa agenzia. Digne era stata denunciata da un suo ex compagno, nonché colui che aveva dato la patria potestà alla piccola Sofia, per sottrazione di minori. Ma gli amici di sempre e quella comunità Mondragonese che ha conosciuto questa persona chiedono dignità e rispetto: ” Quando parliamo di valori ci riferiamo a quelle linee guida che lei aveva  scelto per la sua vita, per ricominciare e creare un futuro migliore alla sua bambina. Era una guerriera – continua C – che faceva un passo indietro davanti alle offerte di aiuto perché era orgogliosa e voleva farcela da sola. Molte volte, la pressione sociale, gli altri, o meglio le violenze fisiche subite da altri, ci costringono a fare delle scelte che possono risultare sbagliate. Ma questo accade a tutti perché nella vita  inconsapevolmente si sbaglia quando soprattutto si é soli, senza l’appoggio di nessuno e senza quella mano che ci porti verso la giusta direzione.. Non per questo bisogna consentire a qualcun’altro di distruggere la dignità di un essere umano, se questo non ha avuto un’altra possibilità, se non ha avuto modo di scegliere un qualcosa di diverso. Digne si stava rimboccando le maniche, lavorava onestamente, e quello che guadagnava lo investiva per la piccola Sofia, affinché non le mancasse nulla.. Ora chi siamo noi a puntare il dito contro chi ha perso tragicamente la propria vita, e non per sua scelta, ma perché un destino crudele ha voluto così? Lei non ha più modo di fare nulla, di realizzare i suoi sogni, di avere una casa e viverci, perché questo era il suo desiderio. Quel maledetto giorno, tutto è andato in frantumi, ed il mare ha voluto prendersi la vita di tre persone. Piuttosto che consumare le energie attorno ad una vicenda privata, sarebbe opportuno capire cosa sia davvero successo quel pomeriggio”. Parole forti e toccanti pronunciate da chi, intende difendere a tutti i costi la memoria di questa giovane mamma. Ma gli amici di Digne nn sono soli, perché al loro fianco c’e anche l’avvocato della donna, Felice Siciliano, che ci ha chiesto di pubblicare una nota, in cui si evince tutto il suo disappunto non solo per il termine, “Ricercata” usato impropriamente, ma perché si sta parlando troppo e a sproposito di una vicenda a cui vanno imposti dei limiti.

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Lettera per YAIMA (1)

 

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