Caserta (Oreste Cresci). Oggi, come da tradizione, in occasione del 1 novembre, ricorrenza della festa di Ognissanti, il cimitero di Caserta ha registrato una forte affluenza di persone, recatevisi per onorare la memoria dei loro cari defunti. I visitatori però hanno trovato d’innanzi ai loro occhi una situazione di degrado assoluto, oltre che notevolmente rischiosa. La struttura infatti versa in uno stato poco decorosa: la muffa ricopre gran parte delle pareti, il ferro della struttura è arrugginito, la muratura esterna è pericolante ed i pilastri portanti sono scoperti rendendo così la struttura pericolante. I problemi non terminano qui: oltre alla carenza idrica in determinate aree del cimitero, alcune finestre sono sprovviste del vetro esponendo i visitatori, soprattutto i bambini, al forte rischio di precipitare dal cosiddetto “Cappellone”. Numerose sono state le lamentele dei visitatori: “È uno schifo. Se la situazione è questa in occasione del giorno dei morti e di Ognissanti figuriamoci tutto l’anno. Prima o poi il cimitero sarà la casa di tutti noi, dovrebbe essere più curato e più decoroso nel rispetto dei defunti che vi riposano”, è l’opinione di uno di loro, ma che riflette il parere generale delle persone presenti. Nei giorni scorsi sono stati effettuati dei lavori di riqualificazione e riverniciatura delle pareti esterne, ciò però, evidentemente non è abbastanza. Totò recitava “a morte è na livell” concetto che esprime come, una volta dipartiti non esistono più differenze fra le persone. A quanto pare ciò non è vero per i defunti di Caserta, poiché esistono differenze fra coloro che riposano nel cimitero del capoluogo di provincia e coloro i quali riposano in altri cimiteri sul suolo nazionale, ma anche campano, date le condizioni in cui versa la struttura casertana.