Santa Maria Capua Vetere. (red. cro.). Biagio Napolano si è presentato, nei giorni scorsi, davanti gli inquirenti per rispondere, nella veste di indagato, alle domande relative alle vere e proprie truffe che avrebbe consumato assieme a Roberto Pirro e Biagio Di Muro secondo quanto ipotizzato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Napolano si è difeso dalle accuse respingendole. Non avrebbe commesso reato per un guadagno di 10mila euro (10.739 euro, la spesa del servizio ‘ludobus’ finanziato dalla Regione). Vale la pena, a questo punto, approfondire cominciando a delineare la genesi dell’appalto contestato.

Il progetto in questione venne ‘messo in cantiere’ da una determina del 2 dicembre 2012 da Giovanni Laurenza, responsabile del settore Politiche Sociali, e da Roberto Pirro, responsabile dell’ufficio di piano. Nell’ordinanza del Giudice Alessandra Grammatica la vicenda è ricostruita nei dettagli. La sostanza resta la stessa degli altri servizi dell’ambito c08 (ex c5).

Pirro, per aiutare Di Muro nel duplice compito di saziare clientele e portare i voti ai suoi candidati alle Regionali, trucca la gara d’appalto per 95mila euro stanziati a finanziamento dei servizi “Babysitting” e “Ludobus”. La trucca insieme a Di Muro e Napolano secondo gli inquirenti, indagati per lo stesso reato.

Fondamentale la testimonianza di Carmine D’Amore, dipendente dell’ufficio di piano e segretario verbalizzante di quella gara d’appalto. Tre sono le cooperative che manifestano interesse ma solo una, “La Rada” presentò l’offerta di partecipazione. La cooperativa “Attivarci” di Napolano faceva parte della cooperativa che aveva presentato l’offerta.

Hares e Invento manifestano interesse ma non partecipano. Gestisce Pirro e tutti gli atti di gara sono nella sua esclusiva disponibilità una volta espletati i vari passaggi burocratici pubblici. Secondo la Procura Pirro attribuisce le gare per soddisfare diverse esigenze. Una conversazione nell’auto di Pirro tra il funzionario e Carmela Fusco fa scrivere al Gip Grammatica: il Pirro spiegava alla Fusco di aver detto al Santoro che non poteva pretendere di vincere tutte le gare perché vi erano precise logiche di distribuzione; l’uomo precisava che aveva indicato a  Santoro  i soggetti con i quali  doveva  apparentarsi per partecipare alle gare ed entrare in quel preciso sistema e che aveva detto allo stesso Santoro che doveva fare le manifestazioni di interesse, stabilendo preventivamente quali gare dovessero aggiudicarsi e quali no.”