CRISI A SAN FELICE. La salvezza del sindaco Ferrara diventa un “affare di famiglia”

CRISI A SAN FELICE. La salvezza del sindaco Ferrara diventa un “affare di famiglia”


SAN FELICE A CANCELLO – Aldilà che Giorgio Magliocca, presidente della Provincia, sta facendo di tutto per salvare il suo amico Giovanni Ferrara, sindaco di San Felice a Cancello, chiamando e incontrando persino consiglieri comunali che hanno co-firmato la mozione di sfiducia presentata lunedì scorso dal gruppo consiliare del M5s, nelle ultime ore stanno scendendo in campo parenti, amici e conoscenti del primo cittadino per salvare il salvabile prima del Consiglio comunale del 6 dicembre che vede, al primo punto dell’ordine del giorno, firmato dal vicepresidente Gelsomina Piscitelli, la stessa mozione.

Scendendo nei particolari, e confermati dagli stessi consiglieri oramai “dissidenti”, per aiutare la fascia tricolore è sceso in campo anche il senatore Ferrara che sta facendo pressioni su alcuni consiglieri o per meglio dire su alcuni parenti dei consiglieri affinché la situazione rientri col tacito consenso di tutto. Il senatore avrebbe fatto un buco nell’acqua in quanto i sei dissidenti (di cui quattro ex forzisti) sono tutti intenzionati a portare avanti la loro tesi.

Ritornando poi alla vicenda di Magliocca, quest’ultimo ha incontrato nel particolare un consigliere comunale in un colloquio durato quasi quattro ore senza ricavarne granché. A San Felice a Cancello sono in molti “a puntare” su chi la spunterà: Ferrara resterà sindaco della città o si ritornerà alle urne già nella prossima primavera?
Beh, il tutto resta un’incognita almeno fino al 6 dicembre. Anche se c’è da capire se nella seduta di Assise di domani i consiglieri ex Fi parteciperanno o decideranno di restare a casa.


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