Caserta. Torna a farsi avanti la Cde srl che, dal 2012, coltiva il sogno di costruire 300 alloggi in via Falcone (di cui 82, nei progetti iniziali riservati all’edilizia sociale). La vicenda è molto vecchia ed è stata portata anche in tribunale dai consiglieri di opposizione all’amministrazione Del Gaudio che voleva realizzare i progetti di housing finanziati dalla Regione Campania.

All’epoca Vincenzo Penzi dovette masticare amaro ma la questione non è ancora chiusa. Dopo la decisione della Regione di archiviare definitivamente il progetto di housing sociale targato Cde (il 23 marzo 2016 venne respinta la domanda di accesso ai contributi per l’iniziativa edilizia) l’ufficio tecnico comunale si è trovato di fronte ad insistenti richieste da parte della società.

Richieste legittime visto che la Cde chiede soltanto di avere una risposta al permesso per costruire presentato nel giugno 2015. Una richiesta che ha mandato nel pallone i tecnici comunali tanto da costringere il segretario Luigi Martino ad affidare un incarico legale a Francesco Maria Caianiello, professionista di fiducia dell’amministrazione.

Caianiello dovrà esprimere un semplice parere legale sulle questioni urbanistiche che interessano l’area su cui Penzi vuole costruire in via Falcone. La determina di incarico non va più a fondo anche se è, ancora una volta, amaro dover constatare che un Comune è incapace, tra assessori, dirigenti, tecnici e funzionari, di avere un’idea chiara di quelle che sono le norme urbanistiche del territorio. Una macchia non tanto per i costi dell’incarico legale, poco più di 350 euro per Caianiello, ma per l’evidente incapacità della burocrazia comunale a fornire risposte su temi che dovrebbero essere ben padroneggiati all’interno di Palazzo Castropignano. D’altro canto se il dirigente all’Urbanistica fosse stato in grado di fare il suo lavoro, le condizioni del capoluogo non sarebbero così pietose.